UNIVERSO UNIVERSITA'

UdA, il CdA conferma i contratti dei lettori di lingua

Dg in minoranza, mentre il prof. Consani si dimette con polemica

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3048

uda università d'annunzio





CHIETI. Ieri - a maggioranza – il CdA della d’Annunzio ha deliberato che è valida e resta così com’è la delibera del 17 novembre 2008 che trasformava da tempo determinato a tempo indeterminato il contratto dei Cel (collaboratori esperti linguistici, cioè i lettori di madrelingua). Si tratta di una decisione che certamente rasserena gli interessati ma che significa soprattutto un cambiamento dei poteri interni all’UdA. Infatti mette in minoranza la linea del dg Filippo Del Vecchio che in più occasioni si era espresso contro questa trasformazione, tanto che si era diffusa la voce del possibile licenziamento dei Cel. Al punto che - sempre ieri - i sindacati interni (Cgil, Cisl, Uil, Csa-Cisal più la Rsu) avevano diffidato i vertici di Ateneo ad adottare decisioni sull’argomento, visto che all’odg del CdA - a sorpresa - era apparso il punto «verifica sulla validità dei contratti Cel» e questo aveva stracciato l’accordo raggiunto in precedenza con i sindacati di aprire una trattativa sui contratti Cel. Allora questa decisione – che rappresenta una marcia indietro rispetto ai proclami del dg sull’argomento - potrebbe essere il segnale del cambiamento del clima interno al CdA della d’Annunzio, finora appiattito sulle scelte dei vertici amministrativi. Ma a ben vedere c’è un altro fatto importante - accaduto sempre ieri - che segue altri scricchiolii del potere della gestione Di Ilio-Del Vecchio, come le recenti contestazioni dei Direttori di Dipartimento e il “raffreddamento” operato dal prefetto di Chieti per lo stato di agitazione del personale tecnico amministrativo.

SI DIMETTE IL DIRETTORE DEL CENTRO LINGUISTICO DI ATENEO
Ieri, improvvise, sono giunte le dimissioni del professor Carlo Consani da direttore del Cla (il centro linguistico di Ateneo), con allegate contestuali dimissioni di tutto il corpo docente: Elisabetta Fazzini, Julian Santano Moreno e Dimitri Ikonomu, «che condividono le motivazioni» elencate dal loro direttore. E non sembra la solita conflittualità interna, come quella che ha portato alle denunce del professor Nicola D’Antuono dopo la sua sostituzione nella ex facoltà di lingue con l’elezione del professor Pier Carlo Bontempelli. Infatti nella lettera di dimissioni non si parla di vicende interne al Cla o di eventuali irregolarità con risvolti amministrativi e/o penali. Sotto accusa viene messa invece “l’indifferenza” mostrata dai vertici per il funzionamento del Cla, per il quale il professor Consani (alla d’Annunzio dal 1988) si era impegnato «non per aggiungere una riga al suo curriculum, ma per offrire alla d’Annunzio le competenze maturate nell’insegnamento delle lingue».
«Oggi – scrive il direttore dimissionario - non sarei onesto verso me stesso se insistessi a perseguire un obiettivo fieramente ignorato, per non dire osteggiato, dalle figure cui compete la responsabilità politica dell’Ateneo».
 Senza dire – oibò – delle precarie condizioni igieniche dei locali del Cla. Queste dimissioni, giunte dopo una serie di successi del Cla (evidentemente poco apprezzati dai vertici UdA) secondo il prof. Consani, dovrebbero indurre «il Senato accademico a valutare l’importanza delle attività del Cla per migliorare l’offerta formativa della d’Annunzio».

In sostanza la lettera elenca una serie di comportamenti del dg che dimostrano – a dire del prof. Consani - l’assoluta scarsa importanza attribuita al Cla, che è stato cancellato anche dal Piano delle perfomance e dal bilancio («un’esclusione arbitraria ed immotivata» si legge nella lettera). E ciò nonostante l’importanza sempre crescente della preparazione linguistica, non solo per gli studenti di lingue, ma per tutti gli universitari. E nonostante il programma elettorale del rettore in carica che più volte ha sottolineato e ribadito l’importanza di questo Centro linguistico. In realtà il direttore dimissionario critica anche il Dipartimento di lingue ed i Cel, rimasti ancorati ad una visione vecchia del loro ruolo. Ma quello che più brucia e che ha determinato le dimissioni è «l’atteggiamento non positivo dell’Amministrazione». Dunque le vicende linguistiche della d’Annunzio rischiano di essere una buccia di banana per il rettore, ma soprattutto per il potere del dg che finora non aveva trovato ostacoli. Ieri infatti la delibera sui Cel e le dimissioni improvvise del prof. Consani hanno ribaltato i rapporti di forza all’interno dell’UdA: è l’amministrazione che serve all’università e non viceversa. Come dire che è il CdA a dettare la linea e non ad eseguirla.

Sebastiano Calella