SPESE DI GIUSTIZIA

Tribunali, le spese di gestione passano dai Comuni al Ministero della Giustizia

Testa scrive ad Alessandrini: «utilizzare quei fondi per altre voci»

Redazione PdN

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Tribunali, le spese di gestione passano dai Comuni al Ministero della Giustizia
PESCARA. Dall'autunno 2015 le spese per i Tribunali saranno totalmente a carico del ministero della Giustizia, e non saranno più in capo ai Comuni nel cui territorio hanno sede, stando alle novità introdotte a tal proposito dalla Legge di Stabilita' del 2015.
Per questo motivo il consigliere comunale e capogruppo di Ncd, Guerino Testa, Insieme ai consiglieri Alfredo Cremonese e Massimo Pastore, chiedono in una interrogazione al sindaco Marco Alessandrini di tenere conto, nel Bilancio 2015, di questo aspetto, in modo da destinare ad altre voci i fondi fino ad oggi utilizzati per le spese del Tribunale, «senza dimenticare le emergenze della città che attendono risposte e il grande sacrificio che e' stato chiesto ai cittadini sul fronte fiscale».
Il Ddl è stato approvato dal Consiglio dei ministri, che corregge la legge del 1941 (la 392), che aveva accollato agli enti sede degli uffici giudiziari (tribunali, Corti d’appello e Procure) i costi per la loro gestione.
Si tratta delle spese per i locali, le riparazioni, l’illuminazione, il riscaldamento, l’acqua, le utenze telefoniche e la pulizia. Una partita che, secondo l’Anci, vale circa 500 milioni di euro l’anno in tutta Italia. La somma finora è stata sborsata direttamente dai Comuni in cui gli uffici giudiziari hanno sede, che poi possono chiedere un rimborso parziale allo Stato.

Con la novità introdotta sarà il Ministero della Giustizia a dover stabilire - con un decreto da emanare di concerto con il Ministero dell’Economia - l’importo complessivo da erogare a ogni ufficio giudiziario. Per determinarlo, si legge nel Ddl stabilità, si partirà dai costi standard per categorie omogenee di beni e servizi, messi in rapporto al bacino di utenza e al numero di procedimenti iniziati ogni anno. E un altro decreto dovrà definire la metodologia di quantificazione dei costi standard.
«Si tratta», dice Testa, «di esborsi rilevanti per Palazzo di città, che anticipa anche le somme a carico del ministero della Giustizia, così come avviene d'altronde negli altri comuni italiani che si accollano le spese per i locali, le riparazioni, l'illuminazione, il riscaldamento, l'acqua, le utenze telefoniche e la pulizia dei Tribunali, per poi attendere a lungo i rimborsi statali, che peraltro sono solo parziali e non coprono l'intero ammontare».
In base ad una stima approssimativa, prosegue Testa, il Palazzo di giustizia costa ogni anno al Comune oltre 3 milioni di euro.
Testa, Cremonese e Pastore, chiedono al sindaco di quantificare le somme che il Comune di Pescara deve ancora recuperare dal Ministero per il passato, «che si aggirerebbero sui 5 milioni di euro», e «di spiegare che tipo di azioni ha messo in essere fino ad oggi, dal suo insediamento, in merito a questo aspetto».
Invitano inoltre l'amministrazione a tenere conto delle novità introdotte dalla Legge di stabilità nel Bilancio del 2015.