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Teramo Lavoro, giudici dicono no al concordato preventivo

Liquidatore chiede collaborazione di Provincia e creditori

Redazione PdN

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Teramo Lavoro, giudici dicono no al concordato preventivo
TERAMO. I giudici dell’Ufficio fallimentare del Tribunale di Teramo hanno dichiarato inammissibile la richiesta di concordato preventivo con riserva presentata nei giorni scorsi dalla Teramo Lavoro Srl in liquidazione.
Nelle 27 pagine della sentenza i giudici hanno indagato tutte le circostanze che hanno caratterizzato la nascita e le azioni della Srl in liquidazione. Secondo i giudici la Srl, costituita nel 2010 ha oggi un capitale sociale di totale proprietà della Provincia e deve essere equiparata dunque ad un ente pubblico, ad una sorte di settore della Provincia. Questo vuol dire che in presenza di debiti verso gli ex lavoratori, deve dunque procedere al pagamento immediato.
La società e il liquidatore in una nota spiegano che non esamineranno oggi le conseguenze degli accertamenti svolti sulle note vicende penali e tributarie perché «ciò sarà fatto nelle sedi competenti» ma lanciano un appello a Provincia e creditori. La richiesta è quella di un colloquio «per condividere un percorso comune per la sistemazione delle questioni aperte e soprassedere dalle azioni nei confronti della società».

Nei giorni scorsi, invece, l’ex amministratore della Teramo Lavoro, Venanzio Cretarola, ha contestato aspramente la citazione diretta a giudizio per dichiarazione infedele ai fini della determinazione dell'Iva per alcuni servizi forniti dalla società in house alla Provincia.
«Sono colpito da questa accusa bizzarra – ha protestato Cretarola – E’ l’unico caso in Europa. Io mi sono limitato a fare ciò che mi aveva detto la Provincia, tramite contratto firmato e cioè di rispettare i contratti europei che prevalgono su tutti gli altri. Sui finanziamenti di derivazione comunitaria non si può mettere l’Iva, sarei stato accusato di danno erariale. Un procedimento penale per aver rispettato i regolamenti europei, è davvero alquanto bizzarro. E’ doloroso venire a sapere di essere accusati di dichiarazione infedele ai fini di evasione fiscale».
Cretarola ha spiegato di aver rispettato l’obbligo di sottolineare i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo come «fuori campo Iva ed i cinque controlli di Provincia e Regione hanno confermato la correttezza del mio operato. La società in house è tenuta per legge ad eseguire quanto disposto dal Dirigente provinciale, solo io però vengo accusato di dichiarazione infedele».

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