LA SENTENZA

Abuso d'ufficio: condannato a sei mesi ex sindaco Cantagallo

Assolti 7 ex assessori della giunta di centrosinistra

Redazione PdN

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Enzo Cantagallo

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PESCARA. L'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo è stato condannato oggi dal Tribunale collegiale di Pescara a sei mesi di reclusione per abuso d'ufficio (pena sospesa).
Il Tribunale ha invece assolto perche' il fatto non sussiste gli ex assessori comunali di Montesilvano Guglielmo Di Febo, Attilio Vallescura, Cristiano Tomei, Evenio Girosante, Gianni Bratti, Luigi Marchegiani e Marco Savini.
La vicenda ruota attorno alla delibera 297 del 5 settembre 2006 riguardante la concessione gratuita di un'area pubblica attrezzata in favore di un condominio privato, delimitata all'accesso al pubblico mediante una sbarra motorizzata posta a presidio dell'ingresso carrabile.
L'area era stata prima ceduta dall'impresa CMS House Srl (amministrata fino al 4 settembre del 2008 da Claudio Di Emanuele, già consigliere Pdl e nominato da Cordoma assessore all'Ambiente) al Comune e successivamente dall'amministrazione comunale al condominio realizzato dalla stessa impresa.
Per il pm Mantini, votando sì alla concessione dell'area, la giunta si era sostituita al Consiglio comunale e al dirigente all'Urbanistica: Cantagallo e gli assessori, diceva l'accusa, hanno disposto «la concessione di godimento dell'area pubblica, illegittima e attuata in carenza di potere poiché emanata da un organo privo di specifiche prerogative senza determina del dirigente all'Urbanistica e in assenza di contratto di concessione gratuita, quindi, di alcun provvedimento del consiglio».
Per l’accusa, con la delibera incriminata, Cantagallo e gli assessori avevano dato alla Cms house e ai proprietari del palazzo «un ingiusto vantaggio patrimoniale» e cioè «la fruizione gratuita dell'area pubblica attrezzata» con «verde pubblico e parcheggi a cura e spese dell'amministrazione». Un'area, continuava la procura, «già in pregresso ceduta dalla ditta al Comune» e «che, peraltro, è stata delimitata all'accesso al pubblico mediante una barra motorizzata posta a presidio dell'ingresso carrabile».


Intanto proprio in questi giorni l’ex sindaco Cantagallo torna a battere cassa in Municipio e dopo l’assoluzione per l’inchiesta su via Finlandia chiede al Comune di saldare la parcella del suo avvocato, Giuliano Milia, di 36 mila euro. La richiesta, come riferisce Il centro, era stata già avanzata nell’aprile del 2013 all’ex sindaco Attilio Di Mattia ma l’allora assessore alle Finanze, Enzo Fidanza, non aveva dato seguito. Adesso cantagallo è tornato all’attacco chiedendo all’amministrazione Maragno di saldare il conto.
«Vi rammento», si legge nella missiva dell’ex sindaco, «che la sentenza di assoluzione («perché il fatto non sussiste») è passata in giudicato perché ormai oltre i termini di prescrizione.
«Ci opporremo fino allo svenimento a questa richiesta insensata, fatta da chi ha portato la nostra città del baratro», avverte il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Manuel Anelli. «Vi sembra normale che in questa società, e nella nostra città, sia lecito quello che non dovrebbe esserlo? Sono davvero disgustato. No, no, ed ancora no al pagamento delle spese legali a Cantagallo. Il pianista sul l'oceano torni a suonare sul transatlantico Virginian».
C’è poi il procedimento Ciclone che il 7 novembre approda in Corte d’Appello. Per quell’inchiesta l’ex sindaco è stato condannato in primo grado a 5 anni.