LA SENTENZA

UdA, il giudice:«irregolare assunzione di Napoleone: restituisca 1,2 mln di euro»

Primo round all’università nella causa di lavoro dell’ex direttore generale

Redazione PdN

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Marco Napoleone

Marco Napoleone





CHIETI. Il giudice del lavoro Laura Ciarcia, che ieri aveva ascoltato le ultime motivazioni  degli avvocati dell’università e dell’ex direttore generale, ha condannato Marco Napoleone, ex direttore della d’Annunzio, che aveva fatto ricorso contro il suo licenziamento in tronco avvenuto con il decreto del rettore Franco Cuccurullo.
La sentenza di 20 pagine, dopo aver ricostruito i vari passaggi della vicenda, «rigetta tutte le domande formulate con il ricorso del 6 dicembre 2012, fondate sulla dedotta illegittimità della revoca dell’incarico dirigenziale – ivi comprese quelle di risarcimento patrimoniale e non patrimoniale - e condanna l’ex dg a risarcire la d’Annunzio con 1.283.907,76 euro più le spese di giudizio per 10.575 euro».

 La sentenza, molto complessa nella sua articolazione, sembra accogliere le tesi ieri ribadite dall’avvocato Valerio Speziale per la d’Annunzio e cioè che il rapporto di lavoro di Napoleone era di tipo subordinato e che i compensi erano superiori al tetto fissato dal Ministero per il direttore amministrativo.
Senza dire poi che sull’ultimo contratto mancava l’esplicita approvazione del CdA. Del tutto opposte le valutazioni dell’avvocato Franco Sabatini, secondo il quale l’ex dg svolgeva un lavoro autonomo e non subordinato, il che comportava la libera pattuizione dei compensi e non consentiva il recesso ingiustificato.
Dunque il giudice ha accolto la tesi dell’università, ma siamo solo al primo round perché sia l’interessato che i suoi legali già preannunciano ricorso in appello per alcune incongruità che ci sarebbero nella sentenza.

Sebastiano Calella