GUERRA INTESTINA

La Fondazione UdA perde i pezzi

Sargiacomo e Briolini si dimettono in polemica con i vertici

Redazione PdN

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La Fondazione UdA perde i pezzi

Massimo Sargiacomo




CHIETI. «Le confermo le dimissioni da vice presidente della Fondazione UdA», firmato Massimo Sargiacomo. Le voci interne alla d’Annunzio già davano per certo l’abbandono del professor Federico Briolini, docente di Diritto commerciale, e del vice presidente Massimo Sargiacomo (Economia aziendale) che improvvisamente hanno lasciato la Fondazione, dopo un colloquio con il rettore ed uno scambio di idee con il dg Filippo Del Vecchio.
Poi, a richiesta, l’improvvisa conferma del prof. Sargiacomo le cui dimissioni – senza nulla togliere all’importanza degli altri consiglieri del CdA della Fondazione – hanno stupìto ancora di più sia per lo spessore culturale del vice presidente, che è stato anche pro-rettore di Franco Cuccurullo, sia perché professionalmente è un docente di punta della d’Annunzio ed è stato il più “coraggioso” – come Revisore dei conti - a difendere la Carichieti di fronte al commissario della Banca d’Italia che si è appena insediato alla Cassa di Risparmio.
«Se lasciano in due, gatta ci cova. Tra l’altro sono stati nominati da poco e su richiesta dei vertici» è stato il commento unanime degli addetti ai lavori. E si è subito saputo che la decisione è arrivata dopo una loro richiesta di chiarimento con il rettore Carmine Di Ilio sulla denuncia inoltrata dall’Università sui conti della Fondazione e che li vede coinvolti senza loro responsabilità. 

Il rettore avrebbe negato la sua paternità nell’iniziativa che ha già portato la GdF a sequestrare molta documentazione, mentre il dg avrebbe spiegato che «sì, la denuncia esiste e l’ho fatta io per far controllare la regolarità dei conti della Fondazione, ma il rettore sapeva».
 In effetti sembra incredibile che il rettore potesse non sapere, anche nella sua veste di fondatore e di vecchio componente del Cda della Fondazione, ma quello che risulta ancora più strano è che di fatto con questa denuncia l’UdA denuncia se stessa.
Il tutto sullo sfondo di un’evidente confusione nella nuova gestione amministrativa, che ha aperto più fronti di guerra, ed alla luce di un’evidente strategia comune al dg ed al rettore: cioè delegittimare il passato della d’Annunzio come un’epoca in cui le leggi non venivano osservate al contrario di oggi quando la legalità sarebbe assicurata dal dg.
Sulla Fondazione in particolare la denuncia inoltrata quasi un anno fa dal direttore generale sembra voler dimostrare che in passato sarebbero stati spesi 53 mln di euro senza appalti (la somma in realtà contiene diverse voci di spesa e per molti anni). In effetti però lo scontro è sulle spese di manutenzione dell’Università, per le quali è in atto un braccio di ferro. Dopo averle tolte – per risparmiare - alla Fondazione, che per la manutenzione ordinaria spendeva 2 mln l’anno, l’UdA le ha affidate alla struttura che si è assicurata il “Global service” e che dai primi dati conosciuti sembra spendere il doppio.

Sebastiano Calella