SPESA PUBBLICA

Affitti d’oro a Chieti, il Comune sborsa 1 milione all’anno

5 Stelle: «serve taglio radicale»

Redazione PdN

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Il Comune di Chieti




CHIETI. Il Comune di Chieti sborsa oltre 1 milione di euro l’anno di affitti passivi.
L’80 per cento di questa somma viene rimborsata, seppur con almeno un anno di ritardo, dal Ministero in quanto la maggior parte dei locali in affitto ospitano uffici giudiziari. Gli immobili affittati che, rimborsi ministeriali a parte, costano al Comune circa 200 mila euro l’anno, sono comunque 13. Tutti dislocati, per lo più, in centro storico o nell’immediata periferia.
Le spese maggiori sono concentrate sugli edifici o sui locali sede di uffici della Procura e del Tribunale: 523.617 euro l’anno per gli uffici giudiziari che si affacciano su via Arniense; 281.201 euro l’anno per la Procura della Repubblica nel palazzo delle Poste di via Spaventa; 151.945 euro l’anno gli uffici di piazza Malta utilizzati dal Giudice di Pace; 139.800 euro l’anno per i locali dell’ex Banca d’Italia, sede provvisoria del municipio; 57.934 euro l’anno per gli uffici del Centro per l’impiego dislocati all’interno del complesso commerciale del Theate center.
E poi ancora 66.404 euro l’anno per l’affitto dei locali di via Galiani, nel rione Santa Maria, dove trova posto l’archivio della Procura; 24.955 euro l’anno per l’affitto dell’appartamento che accoglie la scuola materna di via Valera; 66.369 euro l’anno per la scuola materna del Theate center; 30.529 euro l’anno per un locale che ospita l’archivio del Tribunale; 14.331 ero l’anno per la sala consiliare dell’ente,ex Upim; 14.331 euro l’anno per un locale in via Arniense,che ospita un altro archivio della Procura e 652 euro l’anno per l’affitto del centro sociale di via Pescasseroli.
«Da quest'anno», sottolinea il Meetup Teate 5 Stelle di Chieti, «le amministrazioni dello Stato, le Regioni, gli enti locali e gli organi costituzionali, nell'ambito della propria autonomia, hanno a disposizione uno strumento normativo per incidere fortemente sugli affitti d’oro. Il comune di Chieti che intenzioni ha?»
I grillini tirano in ballo la legge 13 dicembre 2013, n. 137 che contiene l'emendamento promosso dal MoVimento 5 Stelle a firma Riccardo Fraccaro, conosciuto come "Norma sugli affitti d'oro". Il provvedimento consente di recedere dalle locazioni di immobili entro il 31 dicembre 2014, con un preavviso stabilito in trenta giorni anche in deroga ad eventuali clausole difformi previste dal contratto. «La norma ha un duplice ambito di applicazione», fanno notare i 5 stelle, «in prima istanza, permette di disdire in toto gli affitti onerosi delle pubbliche amministrazioni; in seconda istanza, concede anche di rinegoziare i canoni di locazione, in virtù del potere contrattuale derivante dal diritto di recesso»

Il Meetup Teate 5 Stelle di Chieti chiede dunque al sindaco e alla Giunta se intende nell'immediato operare una severa analisi delle locazioni passive in corso per sfruttare il provvedimento «per ottenere un taglio radicale della spesa improduttiva, per poi recedere e, in seconda istanza, rinegoziare in virtù del potere contrattuale derivante dal diritto di recesso, i canoni d'affitto elencati in precedenza, arrivando ad una loro sostanziale riduzione. Voi che dite, approfitteranno di questa reale possibilità di risparmio?»