DEMOLIZIONE CONTROLLATA

Pescara. Ex Cofa, «il Ponte del Mare non chiuderà durante la demolizione»

Mastrocola scrive al presidente: «non abbattere ma rammendare»

Redazione PdN

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PONTE DEL MARE




PESCARA. «Il gioiello del Ponte del Mare non verrà chiuso durante le operazioni di demolizione dell’ex Cofa».
Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso ha così smentito alcune indiscrezioni giornalistiche che ieri parlavano di una chiusura in via precauzionale della struttura che collega le due sponde del fiume, quel ponte voluto proprio dall’ex sindaco di Pescara.
Ma non sarà così, ha avvertito l’ex governatore. Il ponte resterà aperto e diventerà a quel punto anche un punto di osservazione privilegiato per vedere i lavori. Intanto il calendario è serrato e per la città si avvicina il momento di veder scomparire l’ex mercato ortofrutticolo lungo la riviera sud.
Tra tre settimane partirà la gara d’appalto per individuare la ditta che si aggiudicherà i lavori. Qualche mese fa D’Alfonso aveva immaginato che i lavori potessero essere affidati ai vigili del fuoco poi le cose sono cambiate.

Entro novembre dovrebbero arrivare le ruspe. I tempi della demolizione oscilleranno tra i 30 e i 45 giorni. Per quanto riguarda i costi, invece, si parte da una base d’asta 730mila euro, di cui 500mila per la demolizione vera e propria e 190mila per lo smaltimento delle macerie
Il 10 luglio scorso i tecnici dell’Agenzia regionale, Giuseppe Ferradini, Marco Giansante, Rocco Carlucci e Mauro Campanella hanno rilevato che le criticità sono concentrate nella sala macchine, «dove occorre eseguire delle analisi preliminari ai liquidi presenti in alcune buche e al terreno».
Inoltre, i tecnici hanno indicato che bisogna smantellare i macchinari, le tubazioni di distribuzione e gli impianti elettrici prima della demolizione della struttura. Visionando la sala macchine sono state segnalate criticità nelle coibentazioni delle tubazioni e nei serbatoi che probabilmente contengono amianto. Altri elementi contenenti amianto potrebbero emergere durante le demolizioni e dunque l’Arta consiglia di prevedere la presenza di una ditta specializzata in rimozione amianto durante le operazioni di smantellamento.
Dopo la demolizione bisognerà pensare al futuro dell’area. «Ragioneremo con il Comune, con le università, con gli imprenditori e le associazioni», ha assicurato D’Alfonso.
Tra le ipotesi dei mesi scorsi era spuntata pure l’idea di una sede di Eataly di Oscar Farinetti, l’imprenditore vicino a Matteo Renzi, ma anche altri imprenditori abruzzesi sarebbero interessati all’area e alcuni avrebbero anche visionato l’area.

«NON ABBATTERE MA RAMMENDARE»
Intanto da settimane Rocco Mastrocola (fondatore del primo club Prodi a Pescara) cerca un contatto con D’Alfonso per chiedergli di non abbattere la struttura ma di valorizzarla, partendo da quello che è già in piedi.
«Il presidente della Regione mi definisce ancora un ‘prodiano di ferro’, ma su certi argomenti non mi ascolta e neanche risponde alle mie proposte, come sull’ex Cofa che si vuole solo distruggere, arrecando un immenso sperpero di soldi senza nessuna finalità e senza nessuna motivazione, direbbe un magistrato, al quale scriverò se necessario».
Per Mastrocola quello che oggi è in piedi non andrebbe buttato giù: «ci sono ampi capannoni lunghi da 100 a 150 metri, almeno 5 fra loro collegati, coperti da un tetto in cemento a mezza luna, ancora integro come tutte le altre strutture – solo ad occhio penso ad una superficie coperta di circa 6.000 metri quadri, con ampi parcheggi annessi».
Tranne le finestre rotte,« le strutture appaiono integre e francamente ho pensato ai pochi soldi occorrenti per il rammendo, per la sua trasformazioni in qualcosa di utile che dia il segnale delle capacità innovative e propositive», insiste Mastrocola. «Quanti artigiani potrebbero operare in quell’area, quante innovazioni potrebbero nascere se offro degli spazi a gruppi di giovani ingegneri, geometri, scuole d’arte».