SANITA'

L’appello: «meno attese per i farmaci delle malattie rare»

La burocrazia regionale tarda a far applicare il decreto di maggio

Redazione PdN

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Aldo Cerulli

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ABRUZZO. Troppo lunghi i tempi di attesa burocratici per consentire l’uso di farmaci gratuiti ai pazienti affetti da malattie rare. Lo denuncia un assistito in una lettera accorata a Cittadinanza attiva, Tribunale del malato, che già in passato più volte ha trattato l’argomento e che stavolta attacca senza mezzi termini le lungaggini dell’ufficio farmaceutico che – dopo mesi di attesa dopo l’intervento positivo del sub commissario Zuccatelli con decreto del 22 maggio – solo l’8 settembre ha scritto alle Asl per chiedere i nomi degli eventuali componenti di una commissione regionale specifica sulle malattie rare.
«Io non so cosa aspetta il Commissario a rimuovere i “personaggi” che hanno rovinato la Sanità abruzzese – dichiara Aldo Cerulli, responsabile di Cittadinanza attiva – intanto noi ci muoviamo e Loredana Nasta, presidente nazionale dell’associazione cistite interstiziale (malattia rara) sarà ricevuta lunedì da una dirigente regionale in viale Bovio, perché pur lavorando nel settore politiche della salute è impegnata lì».
In sostanza si sarebbe creata una situazione assurda: mentre nelle altre Asl tutti i farmaci per le malattie rare vengono erogati gratuitamente, secondo le disposizioni del decreto di maggio, a Chieti questo non avviene perché viene applicata alla lettera la circolare dell’Ufficio farmaceutico che annuncia la creazione di una commissione specifica sull’argomento, che dovrà poi essere approvata con decreto commissariale. Insomma tempi burocratici che non vanno di pari passo con l’urgenza quotidiana dei farmaci che servono per le cure. Di qui le contestazioni di Cittadinanza attiva: le modalità di erogazione dei farmaci dovevano essere definite entro 90 giorni dalla firma del  decreto, quindi entro il 20 di agosto. Purtroppo solo a settembre la responsabile regionale del farmaco ha avviato un impianto burocratico lungo, forse inutile, ma comunque tardivo.
«Serve un immediato provvedimento da parte dell’assessore e del commissario per far recuperare questi ritardi e per rendere operativa la norma», conclude Aldo Cerulli.

s. c.