UN PASSO INDIETRO

Corso Vittorio Pescara, tornano le auto ma solo in un senso di marcia

L’operazione per cancellare quanto fatto da Mascia costerà 100 mila euro

Redazione PdN

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Corso Vittorio Pescara, tornano le auto ma solo in un senso di marcia

Corso Vittorio




PESCARA. Tornano le auto sul tratto pedonalizzato dalla giunta Mascia in Corso Vittorio: limite di 30 km orari e viabilità ripristinata solo in direzione sud - nord (da Pescara verso Montesilvano).
Gli autubus e i mezzi di soccorso potranno circolare, invece, in entrambe le direzioni.
«E' stata una scelta operata», hanno spiegato questa mattina il sindaco Marco Alessandrini e il vice sindaco Enzo Del Vecchio, «anche in ragione del nutrito dibattito che ha accompagnato l’esecuzione degli stessi lavori e si pone l’obiettivo di perseguire e tutelare una molteplicità di esigenze: a partire da quelle ambientali, a toccare quelle economiche e sociali collegate».
«Una decisione complessa», hanno ammesso i due amministratori, «maturata dovendo fare i conti con il nuovo assetto viario dell'arteria, pensato dalla precedente amministrazione senza che la “riqualificazione parziale” di Corso Vittorio fosse preceduta da una visione e da una scelta globali sulla città, operate a monte dello stesso intervento».
C’è poi sullo sfondo (ma tutt’altro che secondaria) la sentenza amministrativa che ha sancito l’eliminazione della “controstrada”, realizzata sull’area di risulta in violazione delle norme urbanistiche (non c’è stato alcun passaggio in Consiglio comunale).
«Purtroppo, il percorso per la completa attuazione della nuova disciplina viaria necessita ancora di qualche settimana di tempo per concretizzarsi», ha spiegato il sindaco, «questo per realizzare le necessarie opere di segnaletica stradale e organizzare i percorsi».
Come detto, dunque, bisognerà anche sospendere il transito ordinario sulla “controstrada” sulle aree di risulta e adeguare la strada adiacente la stazione ferroviaria Via Bassani – Pavoni, Via Ferrari, imbocco di Via del Circuito, via Alcide De Gasperi e via Michelangelo.
Verrà anche eliminata la rotatoria all’incrocio con via Teramo, «autentico baluardo di traffico confliggente», e saranno recuperati 126 posti auto.

I COSTI: 100 MILA EURO
«I costi di questi interventi», ha spiegato l’assessore Del Vecchio, «assumono una particolare importanza poiché nulla era stato previsto nel progetto originario di riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele II ed è stato necessario, quindi, reperire altrove quanto di necessità».
L’importo complessivo del primo step è stato stimato in 43.920 euro, step che sarà attivato immediatamente dopo la scelta del contraente cui affidare l’esecuzione dei lavori. L’importo complessivo del secondo step è stato stimato in 67.205,19 euro e sarà attivato dopo la realizzazione di tutte le opere del primo step e dopo l’esecutività degli atti per la scelta del contraente cui affidare l’esecuzione dei lavori.

12 ACCESSI ALLLA ZONA ZTL
Ci sarà inoltre l’attivazione dei 12 impianti per la rilevazione degli accessi alla ZTL – Zona a Traffico Limitato che partirà con una sperimentazione di almeno 30 giorni per valutare la loro funzionalità ed intervenire per eventuali correttivi.
Saranno in corrispondenza dei varchi di: via G. Mazzini ang. Viale R. Margherita, via Piave ang. Viale R. Margherita, via Trento ang. Via N. Fabrizi, via Umbria ang. Via Trieste, via Firenze ang. Via Trieste, via Milano ang. Via Emilia, via G. Mazzini ang. Cia C. Poerio, via Roma ang. Via N. Fabrizi, via Roma ang. corso V. Emanuele II, corso Umberto I ang. Corso V. Emanuele II, via Piave ang. Corso V. Emanuele II, via G. Mazzini ang. Corso V. Emanuele II.
«La vicenda Corso Vittorio Emanuele II», ha commentato Alessandrini, «rappresenta per la nostra amministrazione un atto necessitato e non corroborato da una pianificazione generale che meglio avrebbe dovuto esaminare, valutare e proporre soluzioni per una mobilità sostenibile che si modifica e si adegua alle nuove esigenze di vita della nostra comunità, anche in relazione ad altre scelte infrastrutturali, vedasi Ponte Nuovo, che determineranno da sole mutamenti di vita che oggi vengono, diversamente, imposte senza oggettivi e partecipati strumenti pianificatori».
«Le parole d’ordine, o forse meglio in disordine, ‘riqualificazione’, ‘semipedonalizzazione’, ‘pedonalizzazione’ che nei mesi scorsi la classe politica all'epoca vigente ha utilizzato, sono apparse solo come formulette astratte che non assumono nessun valore o significato se non inserite in un processo decisionale in cui siano certe e definibili le direttrici iniziali e finali e, soprattutto, le conseguenze per la comunità».