IL PASTICCIO

Teramo, scuolabus fermi: 60 bimbi restano a terra

Brucchi: «non è colpa nostra»

Redazione PdN

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Teramo, scuolabus fermi: 60 bimbi restano a terra




TERAMO. Disagi e polemiche con la riapertura delle scuole a Teramo. Il servizio scuolabus gestito dalla ditta Fratarcangeli è bloccato.
L’amministrazione comunale punta il dito contro l’azienda che a sua volta imputa le responsabilità in capo all’amministrazione pubblica. Risultato certo al momento, 60 bimbi a terra e genitori costretti ad accompagnare gli studenti a scuola.
Se non bastasse l’emergenza è scoppiata a poche ore dal suono della prima campanella. Martedì sera, infatti, il sindaco Maurizio Brucchi, poco dopo le 19, ha annunciato ufficialmente tramite una nota inviata alle redazioni giornalistiche: «per problematiche indipendenti dalla volontà dell'amministrazione comunale", il servizio di trasporto scolastico non sarà effettuato».
E così è stato: ieri mattina è arrivata la certezza quando gli scuolabus non si sono visti e i genitori si sono dovuti organizzare autonomamente. Alcuni erano stati avvertiti telefonicamente dal Comune e non riuscivano a credere alle proprie orecchie. «Non è colpa nostra», ha assicurato il sindaco, «non è tollerabile che i sindacati invitino i lavoratori a non firmare perché, se messi in mobilità, avrebbero guadagnato di più rispetto a quanto percepiscono adesso. E' vero, c'è stata una riduzione del monte ore per minori iscrizioni ma ci sono 60 bambini in attesa di entrare».
Ma secondo Cgil e Cisl non sarebbe andata proprio così: . Luigi Scaccialepre (Cgil) spiega: «le responsabilità non sono dei lavoratori, ma dell'amministrazione. Martedì alle 15.30 l'azienda ha convocato i lavoratori proponendo una forte riduzione del salario. I lavoratori non erano d'accordo ed alle 17.30 c'è stata una riunione sindacale per provare a mediare tra le parti. Abbiamo chiamato il Prefetto di Teramo e concordato che questa mattina i lavoratori sarebbero stati sul posto di lavoro, aprendo però contemporaneamente un tavolo istituzionale per risolvere il problema. Poi abbiamo scoperto dalla stampa che avremmo proclamato uno sciopero e condizionato i lavoratori. Martedì sera intorno alle sette, tramite l'azienda, ci è stato comunicato che il servizio di trasporto era stato sospeso per volontà dell'amministrazione, perché non si era trovato l'accordo».

«E’ chiara la colpa del Comune»», sostiene Rifondazione Comunista. «Se tu aumenti i costi, in un periodo di crisi come questo, spingi tante famiglie a rinunciare al servizio e come effetto hai che la ditta affidataria si comporta come tutte le aziende che, puntano a mantenere inalterati i profitti, tagliano le ore di lavoro ai dipendenti e chiedendo loro la stessa produttività. Gli autisti hanno fatto benissimo a protestare e da parte nostra hanno il nostro sostegno e la nostra solidarietà».
Il Movimento 5 Stelle, invece, ricorda che l'affidamento in proroga del servizio, alla società Turismo Fratarcangeli Cocco di Cocco Fratarcangeli Vincenzina e C. s.a.s., era stato deliberato dalla Giunta nel luglio scorso agli stessi prezzi, patti e condizioni previsti nel contratto stipulato nel 2011.
«Dunque è assolutamente inammissibile», dicono oggi i grillini, «che la ditta, possa disporre modifiche che incidano sull'adempimento del servizio. Tale proroga già ci aveva lasciati gravemente perplessi, data la più volte rimarcata inadeguatezza del servizio svolto, ora, siamo decisamente allarmati per la totale inaffidabilità dimostrata dalla ditta che addirittura arriva a non prestare il servizio. Pretendiamo che alla ditta Fratarcangeli sia comminata la sanzione di 3.000 euro per ogni giorno in cui il servizio non sarà erogato, come stabilito dal disciplinare di appalto e che si adottino immediatamente misure atte a ripristinare al più presto il servizio».
Ma il M5S non assolve nemmeno il Comune: «le responsabilità sono anche all'amministrazione e in particolare al purtroppo riconfermato, assessore Romanelli che negli anni si è occupato, a dir poco malamente, di tale servizio».