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I debiti del Cirsu, Norante: «Perché D’Amico non ha parlato prima?»

Continuano le polemiche: «centrosinistra responsabile»

Redazione PdN

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I debiti del Cirsu, Norante: «Perché D’Amico non ha parlato prima?»

Luciano D'Amico




ROSETO. «Perché d’Amico non ha informato subito gli organi della società su come stavano realmente le cose?»
E’ questo l’interrogativo del capogruppo Pdl di Roseto, Antonio Norante, che si inserisce nello scontro a distanza sul Cirsu tra l’ex presidente del consorzio, Luciano D’Amico, e l’attuale responsabile del Cda, Angelo Di Matteo.
Nei giorni scorsi Di Matteo ha annunciato di aver presentato in tribunale un ricorso cautelare per ottenere il sequestro del debito di 2 milioni di euro accumulato nei confronti del socio privato della partecipata Sogesa, l’Aia spa.

Nel ricorso c’è anche un’istanza di autotutela nei confronti degli ex amministratori D’Amico e Lunella Cerquoni, alla guida del consorzio tra il 2008 e il 2009.
«Sono rimasto piuttosto perplesso», spiega Norante, «nel leggere le pesanti dichiarazioni di D’Amico. La prima cosa che ho pensato è stato il motivo per il quale D’Amico non abbia immediatamente informato all’epoca della situazione gli organi delle società, i Comuni soci e le altre autorità preposte relativamente alle poste fittizie e alla situazione patrimoniale gonfiata negli anni precedenti che lui ha affermato di aver trovato».

Secondo l’esponente del Pdl, per avere un quadro preciso di tutta la situazione Cirsu-Sogesa, sarebbe utile leggere il ricorso cautelare inoltrato alla magistratura dagli attuali amministratori, ricorso che punta al risarcimento del danno – visto che ormai un’eventuale azione penale sembra sia già prescritta – da parte di alcuni dei precedenti amministratori, in cui si evidenzia come la discarica del Cirsu sarebbe stata chiusa nell’agosto del 2009 perché esaurita mentre invece l’Arta, nel dicembre del 2012, ha accertato a seguito di un rilievo una volumetria ancora disponibile pari a 30.000 metri cubi.
Inoltre, sempre nel ricorso, si evidenzia il ripetuto fermo degli impianti nel periodo intercorrente tra settembre 2008 e agosto 2009 quando i rifiuti sono stati conferiti in discariche di privati con un gravissimo aggravio di costi per tutti i Comuni del comprensorio.

«Un altro aspetto evidenziato nel ricorso», insiste Norante, «riguarda la parte relativa all’ingresso del privato in Sogesa che sarebbe avvenuto in violazione della normativa in materia di evidenza pubblica attraverso una semplice compravendita di azioni senza alcuna procedura di gare. Questi fatti, se accertati dagli organi competenti, potrebbero portare qualcuno a pensare che ci sia stato un vero e proprio disegno strategico per affossare il consorzio pubblico magari per favorire dei privati».
Però, mentre eventuali responsabilità personali e patrimoniali se esistenti verranno accertate dagli organi competenti, il responsabile politico di tutto ciò che in passato è accaduto nel disastro Cirsu-Sogesa, secondo l’esponente del Pdl sarebbe il centrosinistra: «attraverso propri uomini, ha ininterrottamente gestito e monopolizzato quello che sarebbe potuto diventare un colosso del centro-sud nel settore dei rifiuti
e che, invece, ha fatto la misera fine che tutti conosciamo».