NEL BILANCIO

San Giovanni Teatino, il revisore chiama la Corte dei Conti

Sono 8 i punti critici del Bilancio sui quali il Comune non si è attivato

Redazione PdN

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San Giovanni Teatino, il revisore chiama la Corte dei Conti

Luciano Marinucci





SAN GIOVANNI TEATINO. Una segnalazione al Procuratore della Corte dei conti da parte del Revisore dei conti del Comune mette nei guai Luciano Marinucci, sindaco di San Giovanni Teatino, Marco Cacciagrano, assessore al bilancio, e il dirigente Mario Vicaretti che cura il servizio contabilità.
«La presente nota – scrive Andrea Ziruolo, Revisore del Comune – è trasmessa alla Procura della Corte dei conti affinché si attivino le procedure relative all’eventuale riscontro di responsabilità contabili ed erariali» su una serie di punti (ben 8) che vengono elencati dettagliatamente e che in sostanza – scorrendo l’elenco dei rilievi formulati – riguardano gravi inadempienze nel bilancio e mancate risposte e interventi omessi rispetto alle segnalazioni effettuate per sanare situazioni di rischio.
In realtà il sindaco, trasmettendo la nota di Ziruolo ai consiglieri comunali, comunica «che sono in corso di predisposizione le relative controdeduzioni da parte degli uffici competenti».
Anche perché ad agosto scorso è stato approvato il Bilancio consuntivo 2013 ed i rilievi formulati potrebbero rimettere in discussione i numeri approvati ed il rispetto del Patto di stabilità. Infatti al punto 8 dei rilievi c’è il mancato recupero delle somme indebitamente percepite dal personale dipendente.
«La mancata attivazione della riscossione si queste cifre – scrive Ziruolo – determina un danno erariale alle casse del Comune” con possibile influenza sul rispetto del patto di stabilità». Ma ci sono altri punti critici: l’indennità di posizione organizzativa attribuita a Mario Vicaretti (che è dipendente del Comune di Celano, dove non ha la posizione organizzativa e quindi non dovrebbe averla nemmeno a San Giovanni Teatino), l’affidamento senza la procedura prevista ad una società di Lanciano per la consulenza sulla rilevazione e redazione dell’inventario comunale (costo di 15 mila euro, mentre prima era gestita in house dal Comune), la possibile mancata regolarità amministrativa dei controlli su questa società di Lanciano in cui lavorano parenti di due titolari di posizione organizzativa del Comune, la mancata trasparenza amministrativa, l’aggiornamento lacunoso dei dati sul sito e gli eccessivi emolumenti della società partecipata al 100% dal Comune e che sono superiori a quelli previsti dalla legge.
Insomma una serie di segnalazioni che la Corte dei conti dovrà sbrogliare, ma anche l’epilogo di una tensione già presente da mesi tra la Giunta Marinucci ed il Revisore, tra chi è responsabile della contabilità e le opposizioni in Consiglio. Infatti il 6 agosto, quando fu approvato il Conto consuntivo 2013, i consiglieri di minoranza protestarono per la mancanza dei verbali del Revisore in allegato al Bilancio. Verbali che spuntarono all’improvviso il giorno dopo, quando l’opposizione con un avvocato si presentò in Comune per chiedere i documenti che mancavano.
Sebastiano Calella