SANITA'

Asl Chieti, 13 mila euro di premio al direttore sanitario

Le altre delibere sui premi erano secretate: perchè?

Redazione PdN

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Asl Chieti, 13 mila euro di premio al direttore sanitario


CHIETI. Un premio di 13 mila di euro al direttore sanitario della Asl di Chieti è stato deliberato il 29 luglio, dopo aver valutato positivamente i risultati e gli obiettivi da lui raggiunti nel corso del 2013.
Stavolta però – a sorpresa - la delibera è stata pubblicata integralmente sull’Albo pretorio e questo conferma che alla Asl di Chieti ci sono figli e figliastri: i dirigenti amministrativi che hanno incassato anche 14 mln di premio di risultato sono protetti dall’anonimato, visto che con il pretesto della privacy le delibere pubblicate sono prive degli allegati con l’elenco dei nomi dei beneficiari e relativi importi.
Del direttore sanitario Pasquale Flacco si deve sapere tutto (manca solo il numero delle calzature!): quanto prende di stipendio contrattuale (90 mila euro l’anno, un pò poco rispetto alle responsabilità che ha e rispetto ai compensi di altre figure amministrative che attingono anche ad altri progetti molto ricchi), quanto è l’importo del premio in caso di risultato conseguito (il 20% del contratto e cioè 18 mila euro/anno), perché oggi ha ottenuto 13 mila euro (si tratta solo di 9 mesi di servizio, essendo entrato in carica il 4 aprile scorso).
In aggiunta c’è tutto l’elenco degli obiettivi raggiunti, a dimostrazione che la trasparenza funziona, quando la Asl vuole, anche con questa diversità di comportamento con la casta che protegge se stessa e mette in piazza tutti gli altri.

I RISULTATI DA RAGGIUNGERE SONO FISSATI… A FINE ANNO

Insomma una brutta storia quella dei premi di risultato che sono previsti dal contratto di lavoro ma che sono stati gestiti in un modo che dire disinvolto è poco. Infatti siamo di fronte ad una presa in giro sia del contratto di lavoro sia della serietà dell’operazione.
Infatti – dicono oggi i sindacati e lo hanno detto pure in passato, ma in modo del tutto inascoltato – gli obiettivi da raggiungere andrebbero fissati ad inizio anno per poi valutarli a fine esercizio. Ed invece no.
Ad esempio quest’anno siamo ad agosto e di risultati non si parla ancora.
Se va bene, saranno decisi ad ottobre.
E così è avvenuto negli anni passati per il ritardo con cui la struttura amministrativa convoca la contrattazione sindacale per fissare gli obiettivi da raggiungere. Il che si presta ad un giochetto facile facile e forse a qualche rischio di illegittimità, se non di nullità: «se ad ottobre io ho già affrontato e risolto alcuni problemi della mia struttura operativa, fisso questo come obiettivo e così lo raggiungo al 100% (in effetti l’ho già raggiunto) e così mi toccherà il premio al massimo».
 C’è poi un altro aspetto da chiarire: se il vertice di un ufficio raggiunge il risultato, è possibile che i dipendenti della stessa struttura non siano premiati altrettanto?
Senza dire che è contraddittoria l’immagine dei vertici amministrativi premiati a fronte di una Asl che fa acqua da tutte le parti e quando alcuni dirigenti hanno dimenticato di inoltrare le valutazioni dei loro dipendenti, che così sono rimasti temporaneamente senza premio di risultato.
Senza dire che un medico che rischia ogni giorno viene premiato la metà anche di chi perde i ricorsi al Tar. Ma di stranezze ce ne sono anche altre.
 Ad esempio è pronta la bozza della delibera sul premio per il direttore amministrativo Stefano Spadano, che però non viene ancora pubblicata in attesa di risolvere se e come giustificare un premio.
Sulla decisione pesano i risultati disastrosi sul Bilancio, le sconfitte in giudizio dell’amministrazione e le molte incertezze della Asl. Inoltre i dipendenti della Ragioneria non sono stati premiati, pur avendo gestito l’ufficio da soli, quando ad inizio anno mancava il direttore amministrativo.

La Asl tuttavia precisa che il direttore Spadano non ha presentato domanda per il premio e vi ha rinunciato.

Sebastiano Calella