FALLIMENTI

La Risco è fallita, «610 mila euro di debiti scaduti»

A settembre scorso era stata messa in liquidazione

Redazione PdN

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La Risco è fallita, «610 mila euro di debiti scaduti»



PIANELLA. E’ stata dichiarata fallita: è questo il finale, nemmeno troppo a sorpresa, della società di riscossione tributi Risco Pescara srl, nata negli anni scorsi da una costola della Risco di Francavilla.
Dal 2010 la srl (al 42% partecipata dall’amministrazione pianellese e per il resto dai comuni di Loreto, Moscufo, Nocciano e Catignano) ha provveduto alla gestione del servizio di riscossione delle entrate comunali: la vecchia Ici, la Tarsu, la Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche (Tosap) effettuando per tutte anche la gestione diretta delle riscossioni.
Si tratta di uno dei primi fallimenti di una società in house a totale partecipazione pubblica. Fino a qualche tempo fa non si credeva che le società pubbliche potessero fallire.
E quella della Risko è stata una vita breve ma intensa, voluta dalla politica (fondatori Giorgio D'Ambrosio e Roberto Angelucci) ma da subito i conti non tornano e debiti ora ricadono sulle spalle delle amministrazioni pubbliche.
E dunque il fallimento non può definirsi nemmeno un fulmine a ciel sereno. A settembre scorso era stata posta in liquidazione dall’assemblea dei soci poiché era emersa un’ingente posizione creditoria che aveva compromesso irrimediabilmente il rapporto con gli enti locali.
«Dopo aver preso atto dell’impossibilità di approvare il bilancio 2012», spiegò il sindaco di Pianella Sandro Marinelli, «siamo arrivati alla decisione di mettere in liquidazione la società, nel rispetto della volontà espressa dai consigli di Pianella e Loreto a luglio. Sono state riscontrate inadempienze della Risco Pescara nei confronti del Comune di Pianella, con l'emersione di una ingente posizione creditoria».
Determinato anche il sindaco di Loreto Aprutino, Gabriele Starinieri, «la sopravvivenza della Risco non avrebbe comportato alcun beneficio, anzi avrebbe potuto generare ulteriori problematiche finanziarie per gli enti soci. L'unico rammarico è di avere indugiato troppo in una decisione che doveva essere adottata con molto anticipo».
Dalla certificazione del responsabile del servizio finanziario risultava che a settembre solo nel Comune di Pianella la società non avesse provveduto al versamento della somma di 427.047,02 euro riscossi in nome e per conto dell'Ente quali entrate tributarie.
Qualche mese dopo è stato proprio il liquidatore Ettore Di Berardino a presentare istanza di fallimento. Insomma andare avanti è parsa una impresa impossibile.
Di Berardino nel corso dell’udienza ha insistito nella richiesta. La situazione sembrava irrecuperabile e i giudici Anna Fortieri, Domenica Capezzera e Tiziana Marganella hanno staccato la spina a causa di debiti scaduti e non pagati che ammontano a 610 mila euro.
Di questi mille erano dovuti all’erario, 2.038 ai dipendenti, 445.427 euro verso controllanti, 93.600 verso fornitori.
Dopo l’emissione della sentenza sono scattati i sigilli a tutti i beni mobili che si trovavano nella sede principale dell’impresa, a Pinalle, e il curatore Michele Iacovono dovrà predisporre l’inventario.
Il prossimo 4 dicembre ci sarà l’adunanza per l’esame dello stato passivo. Dunque la sentenza non solo pone fine alla società di riscossione ma segue l’orientamento, talvolta contestato, che anche le società pubbliche sono fallibili. 

MOSCUFO NON AVEVA PARTECIPAZIONI NELLA RISCO

Il sindaco di Moscufo, Alberico Angeloni chiarisce che il Comune da lui amministrato non aveva alcuna  partecipazione nella società Risco. «Si tratta», spiega il primo cittadino, «di un errore contenuto in una deliberazione del Comune di Pianella che forse per il famoso copia e incolla si ripete ogni volta. Il nostro ente, sebbene più volte invitato, non ha mai aderito alla predetta società».