PORTO DELLE RABBIE

Prp Porto Pescara, Spina: «hanno obbedito al dominus D’Alfonso»

«Approvazione senza leggere le carte»

Redazione PdN

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Prp Porto Pescara, Spina: «hanno obbedito al dominus D’Alfonso»

Antonio Spina




PESCARA. Venerdì scorso il Consiglio comunale ha approvato il Piano Regolatore Portuale di Pescara, redatto dai professori Noli e De Girolamo (per la parte marittima) e dall'architetto Pavia (per la parte terrestre).
Il Prp è stato approvato da una larghissima maggioranza di centrodestra e centrosinistra. Solo i 3 consiglieri del M5s hanno votato contro.
All'inizio della seduta, su richiesta dei grillini, è stata data la parola anche ad alcuni portatori d'interesse che da soli o a nome e insieme ad associazioni avevano presentato osservazioni durante la fase di Vas: Antonio Spina, contrario, per conto dell'Associazione Armatori e dei comandanti dei pescherecci del porto, e Leonardo Costagliola, a favore, come pilota del porto.

Alla fine è arrivato il via libera e non sono mancate proteste. Scettico lo stesso Spina che contesta la presa di posizione di quanti hanno votato sì: «il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha spiegato che "comunque" deve essere ancora valutato, che si possono correggere tutte le storture che vi possono essere. Carlo Masci ha detto che ‘bisogna approvarlo perché va avanti dal 2006 e che comunque si potrebbe togliere dopo la darsena pescherecci’, Albore Mascia ha continuamente insistito a ripetere, come aveva già fatto in commissione, che il dragaggio è stato inutile e costoso».
Ma Spina contesta «il silenzio assordante» dei Teodoro, che pure reggono questa maggioranza: «Piernicola ci ha detto in commissione di non aver nemmeno letto le Osservazioni, mentre l’altro, Gianni, che pure ha capito tutto non ha fatto niente per fermarlo. Insomma, mi sembra che nemmeno gli altri consiglieri siano stati poi così convinti di approvarlo, soprattutto perché molti (quasi tutti) non hanno “nemmeno letto le carte”. Lo hanno fatto semplicemente per obbedire al “dominus” assente nell’aula e del PRP, Luciano D’Alfonso».

E allora Spina non si capacita: «come possono dei consiglieri comunali dare la loro approvazione ad uno strumento urbanistico così importante come il Piano Regolatore Portuale senza essersi documentati o a che cosa servano tutte le fasi iniziali di controllo di un progetto se poi bisogna sottoporlo continuamente a VIA (dopo riunioni tecniche durante il procedimento, controlli degli organi competenti per legge, dicasi Capitaneria di Porto, VAS,… ). E come possono i consiglieri comunali prendere in questo modo decisioni così importanti in nome dei cittadini che rappresentano».
L’esponente dell'Associazione Armatori e dei comandanti dei pescherecci del porto non ha mezze misure: «siamo disgustati da questo andazzo, nessun imprenditore privato darebbe il via ad un progetto così importante tanto superficialmente visto che impegna i suoi capitali». E Spina allora oggi ripete la frase con cui l’architetto Polacco, esperto di pianificazione portuale (chiamato nel 2000 da Filippo Antonio De Cecco a dire la sua sul porto), ha commentato l’avvenimento: «purtroppo è finita per la seconda volta la storia del porto di Pescara».