AMBIENTE E RIFIUTI

Discarica Casacanditella, il comitato studia le carte: «bizzarra tempistica degli eventi»

1500 firme per il no: «il sindaco ne prenda atto»

Redazione PdN

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Discarica Casacanditella, il comitato studia le carte: «bizzarra tempistica degli eventi»

Gruppo Maio di Lanciano




CASACANDITELLA. Il Comitato ‘no alla discarica di Casacanditella’ studia da mesi le carte dell’impianto che dovrebbe sorgere a Montevecchio.
Due mesi passati a reperire la documentazione, a confrontarsi con esperti del settore e a produrre osservazioni di contrasto al progetto.
«Da questo lavoro», racconta il Comitato, «è venuto fuori un corposo documento, che intendiamo utilizzare per aprire gli occhi sulla reale natura del sito prescelto a chi andrà a valutare il progetto in sede di Valutazione di Impatto Ambientale».
Il documento, che affronta temi strettamente tecnici e che è stato redatto con la collaborazione e la supervisioni di esperti del settore geotecnico e ingegneristico, per il momento viene custodito gelosamente («per non dare vantaggi a nessuno») in attesa degli eventi. Infatti il progetto giace, ormai da marzo, sugli scaffali degli uffici regionali, poichè la società Casabella non ha ancora prodotto le integrazioni richieste dalla commissione regionale.
Il 20 maggio scorso il comitato ha presentato al Comune una richiesta di accesso agli atti e ha visionato la documentazione inerente l'attività di Consiglio comunale in materia di discarica e la corrispondenza tra il Comune ed il gruppo Maio di Lanciano, che ha proposto il progetto attraverso la società Bleu S.r.l..

La BLEU S.r.l. -come si legge nel sito- opera nel campo dei servizi e delle tecnologie per l'ambiente, in particolare nel settore della progettazione, realizzazione e gestione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti industriali e nel settore del recupero delle aree a rischio ambientale.

«LA BIZZARRA TEMPISTICA»
«Dalla documentazione emergono numerosi spunti di riflessione e una bizzarra tempistica per quanto
riguarda la corrispondenza», rileva il comitato che analizza: «il primo approccio della Maio risale infatti al 7 marzo 2012 quando, con una richiesta di parere di massima, informa il Comune di voler acquisire terreni nel proprio territorio per realizzare l'impianto. A tale richiesta il Comune risponde dopo un giorno, chiedendo di fornire una documentazione di dettaglio del progetto per poter meglio valutare e quindi esprimersi in merito al parere richiesto. Alla fine, dopo qualche aggiustamento al progetto, il 24 aprile il Consiglio comunale rilascia all'unanimità parere favorevole alla realizzazione dell'impianto. La delibera è stata adottata allegando il parere favorevole da parte del tecnico comunale redatto il giorno stesso del Consiglio, ma senza allegare un parere igienico sanitario e senza nessuna consulenza da parte di tecnici esterni ed indipendenti. Il parere igienico sanitario è stato richiesto ben 20 mesi dopo e rilasciato (favorevolmente) in a dicembre del 2013 dal dottor Ernesto Cristiano. Inoltre tutto il procedimento è stato portato avanti senza informare e coinvolgere la popolazione attraverso alcun mezzo di comunicazione».
A dire il vero, hanno scoperto dal comitato, il sindaco una dichiarazione l'aveva rilasciata, precisamente sul periodico La Torre, in un'eloquente articolo dal titolo "Una discarica per sanare le casse comunali", dove parlava degli effetti salvifici di un impianto di circa 10 ettari adibiti a discarica per rifiuti, tra i quali anche di natura industriale non pericolosi.
Data dell'articolo? «Novembre 2011, ben precedente al "primo approccio" ufficiale della ditta Maio del 7 marzo 2012», sottolinea il comitato. «In pratica», sostengono i cittadini, «c'era già un accordo di massima, con relativa stima del ritorno economico per il Comune che doveva essere compreso tra i 600 e gli 800 mila euro all'anno (fonte “La Torre”)». 

LA RICHIESTA ALLA PROVINCIA
Ma il comitato focalizza l’attenzione anche sulla richiesta di riperimetrazione della Zona di Ripopolamento e Cattura che il Comune inoltra alla Provincia di Chieti, con motivazione di un insediamento produttivo non specificato, il 16 dicembre del 2011, «quasi tre mesi prima di qualsiasi atto ufficiale che presentasse l'eventualità di localizzarvi l'impianto. Cioè ufficialmente», protesta il comitato, «nessuno sapeva del progetto discarica in località Montevecchio, ma si faceva una richiesta ufficiale di ridefinire il perimetro della zona di rispetto venatorio motivandola con l'impianto di un sito produttivo».
La Provincia accoglie la richiesta con 19 voti favorevoli, 5 contrari e 6 astenuti, senza peraltro chiedere lumi sulla reale destinazione dell'area, ma subordinando la propria delibera all'approvazione da parte della Regione Abruzzo, «che non è mai pervenuta».

LE LACUNE
Inoltre secondo il Comitato la documentazione tecnica allegata al progetto di cui il Comune è in possesso sarebbe lacunosa: «manca ad esempio della Relazione geotecnica, della Relazione sismica, della Relazione idrogeologica, della Relazione agronomica, della Relazione sull'inquinamento acustico, del monitoraggio dell'acqua di falda, del monitoraggio dei flussi veicolari... tutto materiale depositato dalla Bleu e reperibile sul sito dello "sportello ambiente" della Regione Abruzzo. Quindi la domanda è: come ha fatto l'amministrazione a chiedere pareri tecnici esterni, come affermato dal sindaco in Consiglio Comunale?»
Il seguito è storia recente: il malumore popolare, la costituzione del Comitato "No alla discarica di Casacanditella", la fuoriuscita dall'amministrazione di tre consiglieri, tra cui il vicesindaco, il pronunciamento della commissione per la valutazione di impatto ambientale che chiede integrazioni, la dichiarazione di contrarietà da parte di quasi tutti i comuni limitrofi, la contestata assemblea pubblica presso la sala consigliare...

RACCOLTE 1500 FIRME
«Ad aprile scorso», ricorda il comitato, «il sindaco si prese la responsabilità di fare un completo dietrofront, e annunciò di aver bloccato il progetto e che la discarica non si farà. Poi con una inversione di 180°, invia la famosa lettera alla cittadinanza del 12 maggio 2014, dove dichiara che fermerà il progetto se e solo se i detrattori saranno in grado di fornire una perizia tecnica che affermi la pericolosità dell'impianto per la popolazione. A proposito: non c'è nessun atto formale, lettera o altro che documenti la richiesta di fermare il progetto inviata dal sindaco alla società proponente. Infatti il progetto non è affatto fermo e non è stato abbandonato il proposito di impiantare la discarica a Casacanditella».
Attualmente oltre 1500cittadini hanno sottoscritto la petizione, di cui oltre 700 residenti nel comune di Casacanditella, «ovvero la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto».
Per questo la richiesta al sindaco è precisa: «prenda atto della volontà popolare e risponda con i fatti al dissenso certificato dalla petizione».