L'INCHIESTA

Resort di lusso a San Vito Chietino, chiesto il processo per 10 persone

Gli indagati sono il costruttore Pagliaroli e la giunta Catenaro

Redazione PdN

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Il sindaco Catenaro

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LANCIANO. La procura di Lanciano ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 persone in relazione al progetto della società pescarese Pagliaroli Group per la realizzazione del resort turistico a San Vito Chietino, in località Foreste, i cui atti amministrativi furono sequestri a ottobre 2013.
Il reato contestato dal pm Rosaria Vecchi è quello di concorso in abuso d'ufficio in merito al cambio di destinazione d'uso di un terreno da agricolo a produttivo.
Indagati sono l'imprenditore Gianni Pagliaroli, proprietario del terreno di 5 ettari su cui deve sorgere il villaggio turistico, il sindaco Rocco Catenaro e altri assessori e consiglieri comunali che il 29 aprile 2011 votarono la delibera.
Il villaggio dovrebbe contare 612 camere, seconde case, centro di talassoterapia per 9000 mq, sala meeting per 1000-1500 posti, centro culturale, 9 ristoranti, anche per banchetti, attrezzature sportive, piscine, parchi.
Il procedimento si è bloccato nei mesi scorsi perché era intervenuto il Gip del Tribunale di Lanciano che aveva disposto il sequestro preventivo degli atti. Provvedimento annullato dapprima dal Tribunale del Riesame di Chieti e, successivamente, in via definitiva dalla Corte di Cassazione (lo scorso 26 marzo) che ha rigettato il ricorso della Procura.
Il clima si è infuocato nuovamente la scorsa primavera quando la ditta ha spedito ai consiglieri comunali una diffida con la richiesta di riprendere al più presto i lavori, pena una richiesta di risarcimento danni da 7 milioni di euro.

Inoltre la Pagliaroli Group e la “San Vito resort village srl” hanno portato il Comune di San Vito dinanzi al Tar di Pescara chiedendo ai giudici amministrativi di obbligare il Comune a chiudere il procedimento amministrativo relativo all’approvazione della variante puntuale al Prg, adottata nell’aprile 2011 che trasforma il terreno di Colle Foresta, dove dovrà sorgere la struttura turistica del Resort, da agricolo a turistico-ricettivo per poter avviare i lavori.
Il Pd contesta da tempo il progetto sia dal punto di vista ambientale, «perché distrugge la bellezza del territorio e perché va a intaccare una zona Sic» sia perché ci sarebbero delle irregolarità amministrative. E’ stato proprio il Partito Democratico, nel 2012 a firmare un esposto che avrebbe poi fatto scattare l’indagine. Contrario anche il gruppo San Vito Bene Comune che nei mesi scorsi ha reso pubblica la diffida del costruttore. Secondo il consigliere comunale Roberto Nardone i tempi sarebbero maturi «per bloccare definitivamente questo iter, rispedire al mittente le invettive di una azienda che vuole realizzare profitto sul territorio e sui cittadini sanvitesi, senza posare nemmeno un mattone, senza offrire nemmeno un servizio».