IL FATTO

Anestetici pericolosi, la Asl di Chieti rescinde il contratto

La società fornitrice va al Tar ma per il momento il contratto è rescisso

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

5548

Anestetici pericolosi, la Asl di Chieti rescinde il contratto

Francesco Zavattaro





CHIETI. Un appalto regolare e contestato. Alla fine il prodotto fornito dall’azienda vincitrice non soddisfa le aspettative dell’Asl che rescinde il contratto e viene trascinata davanti al tribunale amministrativo.
E’ successo alla Azienda sanitaria di Chieti Lanciano Vasto. Per il momento il contenzioso si è chiuso con un nulla di fatto perché nei giorni scorsi il tribunale amministrativo di Pescara si è dichiarato incompetente. A decidere, infatti, dovrà essere un giudice ordinario.
L’oggetto del contendere è la fornitura di un anestetico, il gas sevoflurano, e dei relativi vaporizzatori che la ditta Baxter spa di Pescara consegna all’Asl chietina.
L’appalto è partito fin da subito con un ricorso al Tar. Alla gara avevano partecipato due concorrenti ed al primo posto della graduatoria era arrivata la società Baxter che aveva effettuato la migliore offerta economica.
Al secondo posto è stata collocata la società AbbVie. Ma dopo l’ufficializzazione dei risultati è sorto un contenzioso in ordine anche all’idoneità dei prodotti offerti. La questione è stata risolta dal Tar a novembre del 2012. La Baxter è stata dichiarata vincitrice e ad aprile 2013 l’Asl ha firmato il contratto.
A febbraio 2014, però, il direttore generale Francesco Zavattaro ha deciso di cancellare tutto e sospendere la fornitura. La società ha presentato ricorso al Tar e la questione si è nuovamente incardinata in aule di tribunale e memorie difensive.

«SITUAZIONE DI RISCHIO IN SALA OPERATORIA»
La scelta di Zavattaro è arrivata dopo che il personale medico dell’Azienda ha evidenziato problematiche in ordine all’uso dei prodotti offerti.
Il dg ha dovuto prendere atto che «l’uso dell’anestetico, così come fornito dalla ricorrente (flacone in alluminio in combinato con il versatore), avrebbe determinato nelle sale operatorie una “situazione di rischio rilevante ai sensi del D.Lgs. 2008, n. 81”, in ragione della possibilità di versamento del liquido». Da qui la decisione di cessare il rapporto contrattuale per ‘non conformità della fornitura’.
Davanti al Tar la Asl ha eccepito il difetto di giurisdizione, eccezione sposata in pieno dai giudici amministrativi: «Questo Tribunale – si legge nel dispositivo- è privo di giurisdizione in ordine alla controversia proposta, dato che questa ha per oggetto l’impugnativa di atti deliberativi con i quali l’Amministrazione ha deciso di risolvere il rapporto contrattuale. Nelle procedure ad evidenza pubblica la cognizione dei comportamenti e degli atti assunti dopo la stipula del contratto, riguardando l’esecuzione del rapporto, è attribuita alla giurisdizione del giudice ordinario».
Dunque se la società Baxter vuole continuare ad offrire il suo prodotto a questo punto dovrà rivolgersi al tribunale ordinario.