I CONTI NON TORNANO

No dei Revisori al bilancio consuntivo di Chieti

«C’è sovrastima delle entrate e sottostima delle uscite»

Redazione PdN

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No dei Revisori al bilancio consuntivo di Chieti

Di Primio

CHIETI. I Revisori dei conti hanno detto no al bilancio consuntivo del Comune di Chieti.
Si tratta di una doccia fredda sull’amministrazione Di Primio, già in passato sotto le critiche del collegio dei sindaci che sempre hanno speso pagine e pagine di critiche e di prescrizioni – evidentemente poco seguite – e che oggi mettono in serio rischio il bilancio consuntivo.
Infatti nel documento contabile ci sarebbero gli stessi difetti di sempre: sovrastima delle entrate per coprire le spese crescenti, anticipazione di cassa sempre ai limiti, difficoltà di riscossione dei tributi comunali, scarso successo della lotta all’evasione contributiva. 

COSA DICE IL DOCUMENTO
Infatti, nella Relazione testualmente si legge:
“gravi irregolarità contabili e finanziarie e inadempienze già segnalate al Consiglio e non sanate;”
“dubbi sull’ accertabilità dell’ entrate e della loro riscossione” (relativamente a canoni idrici, canone concessorio non ricognitorio, TARES)
“Il Collegio osserva che si manifestano incongruenze e anomalie in ordine al conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità per le seguenti ipotesi:
a) sottostima dei contratti di servizio tra l’ente e gli organismi partecipati;
b) sovrastima di accertamenti di entrate correnti o accertamenti effettuati in assenza dei presupposti di cui all’art.179 del Tuel;
c) presenza di debiti fuori bilancio.”
“le cause della crisi di liquidità in cui versa l’ente sono da ricercarsi anche nella rilevata scarsa capacità di incassare i propri crediti”
“mancato uniformarsi a principi di efficienza e rigore”
“In particolare da più esercizi sta mancando, quale concreta risposta a tali principi, l’iscrizione nei bilanci di previsioni di entrata non solo “accertabili”, ma anche “riscuotibili”; il perdurare dei descritti squilibri, non modificati rispetto al passato nel presente esercizio e prevedibili per il prossimo futuro, a meno di una decisa inversione di rotta, sta facendo rilevare irreversibili fenomeni di crisi nel sistema dei pagamenti dell’Ente, mettendo a rischio le sue funzioni fondamentali. Fino ad oggi è stato prestato soccorso alla cronica carenza di liquidità dell’ Ente solo da parte delle provvidenze centrali -“ fondo per assicurare la liquidità per il pagamento dei debiti degli Enti “ di cui alla L. 124/2013 e successive modifiche ed integrazioni ( da ultimo DM 35/2013 ) e da quelle che potranno essere erogate nel corso del 2014 per gli stessi titoli, tuttavia tali risorse non possono essere considerate strutturali, mentre è divenuta tale la difficoltà  di cassa dell’ Ente.”
“numerosi debiti fuori bilancio già’ segnalati ed per i quali è in corso l’iter di riconoscimento e considerando, altresì’, la presenza di passività potenziali rappresentate dalle discordanze, ad oggi non riconciliate, derivanti dal rapporto con le società partecipate.”
«Tenendo conto dell’eccezione formulata in relazione all’accertamento dell’entrata – si legge a conclusione del verbale sottoscritto dai tre revisori – il Collegio non può attestare la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione. Inoltre in considerazione delle problematiche e delle criticità riscontrate, il collegio ritenendo di non poter esprimere parere favorevole al rendiconto così come proposto raccomanda al Consiglio comunale di adottare idonee misure di gestione correttive».

E conclude:
“l’avanzo esposto subisce concreto ridimensionamento e si manifesta altresì concreto dubbio sulla sua attendibilità complessiva.”

Seguono poi le raccomandazioni per uscire da questa situazione che vede un bilancio incerto nelle scelte, tanto che il consigliere di opposizione Alessandro Giardinelli parla di «situazione drammatica» del Comune di Chieti. 

«Già nel bilancio di previsione i Revisori dei Conti avevano dato un parere «non favorevole» – dichiara Giardinelli - «adesso viene confermato il parere negativo al consuntivo. E’ un quadro di un Comune vicino al dissesto finanziario in un momento in cui il sindaco Umberto Di Primio non ha più la maggioranza in consiglio». Insomma mentre il Comune è immobile finanziariamente, politicamente le cose non stanno meglio con il sindaco senza numeri per governare. Eppure i difetti del bilancio sono sempre gli stessi del passato: la riscossione dell’acqua è prevista in aumento e passa da 6 a 7,3 mln (mentre la riscossione storica si attesta attorno ai 4,5 mln), i canoni concessori sono inseriti (vedi le cabine dell’Enel, del gas ecc.) mentre è in corso un contenzioso che non si sa come andrà a finire, l’evasione Ici, Tarsu ecc è sempre alta, ma mentre si fatica per la riscossione normale, adesso si ipotizza di riscuotere il doppio del dato storico.
Per le spese gli impegni sono sottostimati e ci sarebbero anche debiti fuori bilancio nascosti. Molto difficile anche la situazione di cassa, ai limiti dell’anticipazione bancaria concessa. Di fatto il Comune sembra avere liquidità perché ritarda i pagamenti alle aziende ed ai fornitori, che così funzionano da bancomat.
Insomma un parere molto critico che ora dovrà essere smontato per assicurare il voto al bilancio.

«Insomma  è la certificazione di una gestione finanziaria dell’Ente allo sfascio», commenta Luigi Febo (Pd), «Una sola preoccupazione: sopravvivere fino alle prossime elezioni.  
Del disastro finanziario alle porte, le cui pesanti conseguenze ricadranno sulle tasche dei cittadini di Chieti, al Sindaco Di Primio ed alla Sua Giunta importa poco. Ma forse sono veramente incapaci! Vorrei solo, infine, ricordare quel “Di Più” che Di Primio, il Senatore Di Stefano e Mauro Febbo promettevano alla Città nei primi momenti di amministrazione. Uno al Senato, l’altro alla Regione e il terzo Sindaco non hanno aggiunto uno spillo alle risorse pagate dalle tasse dei cittadini di Chieti».

Sebastiano Calella