IL PUNTO DI VISTA

Abruzzo. Uda e le grane del bilancio: 8mln in meno dallo Stato

Rettore: «bilancio 2013 è complesso e cerca la qualità»

Redazione PdN

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Abruzzo. Uda e le grane del bilancio: 8mln in meno dallo Stato

Carmine di Ilio





CHIETI. «E’ un bilancio complesso perché deve fare i conti con la riduzione del Ffo (fondo di finanziamento ordinario) e con la necessità imposta dalle nuove forme di contribuzione statale che vanno a premiare la qualità degli atenei. E la d’Annunzio si è incamminata in questa direzione».
Il rettore Carmine Di Ilio commenta così le interpretazioni di questi giorni che hanno accompagnato il passaggio del bilancio consuntivo 2013 nel Senato accademico e nel CdA.

«In realtà – continua il rettore – è più facile enunciare che realizzare questi obiettivi, che peraltro sono imposti dalla legge Gelmini: non ci sono più le facoltà ma i corsi di laurea, le segreterie dei Dipartimenti, una nuova organizzazione del lavoro. E di conseguenza le resistenze. Infatti quello che modifica gli equilibri ha sempre un costo molto alto e quindi nascono le polemiche. I fatti veri sono che dal Ministero sono arrivati 8 mln di meno e quindi è stato necessario comprimere i costi intermedi, senza toccare la possibilità di essere premiati attivando corsi di laurea e programmi di ricerca di qualità. Anche per attirare più iscritti, che sono diminuiti, anche se di poco e seguendo un trend nazionale».
 Però si registra qualche tensione tra il personale dipendente e con i sindacati…
«Il numero degli amministrativi è sottodimensionato, soprattutto nelle qualifiche di livello superiore, ma stiamo operando con molti corsi di formazione – spiega ancora Di Ilio - è in vista anche un possibile aumento dell’occupazione nel prossimo triennio, visti i risultati positivi dell’abilitazione scientifica di molti ricercatori UdA. La conflittualità sindacale sta diminuendo e stiamo cercando di rimettere il fondo accessorio degli stipendi nel binario della correttezza amministrativa. Inoltre abbiamo vincolato il conto terzi per i fondi a disposizione dei ricercatori, proprio perché uno dei nostri punti di forza è investire nella ricerca».
E poi ci sono molte critiche sul trattamento in bilancio della voce “residui passivi”… «Stiamo chiarendo con i Revisori dei conti questo aspetto – conclude il rettore – non bisogna dimenticare che molte spese sono state obbligate per la messa a norma degli edifici, secondo le prescrizioni degli enti preposti. Senza dire dei fondi indispensabili per la manutenzione ordinaria e straordinaria».

Sebastiano Calella