SANITA'

Asl Pescara, stop agli incarichi degli infermieri. Sindacati divisi

Direttore sanitario: «solo una breve sospensione per verificare meglio»

Redazione PdN

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Asl Pescara, stop agli incarichi degli infermieri. Sindacati divisi



 

PESCARA. La Cisl Fp di Pescara all’attacco della Asl sul piano di riorganizzazione degli incarichi agli infermieri perché «la Direzione sanitaria ha chiesto di soprassedere ai movimenti del personale infermieristico rinviando l’adempimento a data da destinarsi».
 Secca smentita del direttore sanitario per il quale «non si tratta di una bocciatura, ma solo di una sospensione temporanea per una più approfondita verifica delle criticità che potrebbero verificarsi nei reparti».
 Perplessità di altri sindacati, come la Uil Fpl e Nursind, che per assegnare i nuovi incarichi propongono avvisi pubblici interni per arrivare ad una graduatoria trasparente, ma che comunque insistono sulla necessità di decisioni rapide, visto che il problema si trascina da almeno 10 anni.
Secondo Davide Farina, segretario Cisl Fp, la sconfessione del Piano «a disposizioni già comunicate ai diretti interessati» è stato «l’ennesimo atto di prevaricazione della Direzione aziendale Asl, questa volta nei confronti del Dirigente del personale di area infermieristica/ostetrica».
«Il che desta ancor più sconcerto – sostiene Farina – perché il nuovo dirigente del settore, consapevole della delicatezza della materia affrontata, prima di emanare la disposizione in esame aveva preventivamente illustrato i diversi spostamenti ottenendo il consenso di tutti i protagonisti implicati: direzione generale, direzione sanitaria, primari dei reparti interessati e coordinatori direttamente coinvolti. E’ un messaggio criptico agli infermieri ed a questo dirigente? La Cisl Fp chiede di sapere quando la Asl di Pescara uscirà da questa anacronistica situazione di conflittualità interprofessionale».
 La direzione sanitaria aziendale risponde con una smentita categorica su qualsiasi retro pensiero di censura all’operato del dirigente. Spiega il dottor Fernando Guarino, direttore sanitario della Asl: «diversi primari mi hanno sottoposto alcune criticità che si verificherebbero in caso di applicazione del piano così com’è e senza la necessaria gradualità. Per questo ho deciso di approfondire la questione, riordinando anche le idee dopo alcuni accorpamenti dei reparti. So bene che la problematica è quella delle caposale cosiddette “abusive”, ma so anche che questo problema è complesso perché delle 30 situazioni, 15 sono interessate da sentenze e 15 no. Serve un momento di riflessione con i responsabili dei reparti e dei dipartimenti. Infatti io debbo preoccuparmi della salute dei malati e non si possono creare né confusione né allarmismo».
 Perplessi anche altri sindacati, non tanto sulla necessità di risolvere l’annosa questione delle caposale, quanto sui metodi per arrivare a sanare la situazione: «Da tempo io sostengo che il problema va risolto globalmente e non puntando su una o due caposale – spiega Francesco Marcucci, Uil Fpl – ho proposto di bandire un avviso interno per creare una graduatoria aperta e trasparente. La sospensione non è un problema, se si decide di fare tutto in tempi brevi».
 Anche Nursind, il sindacato degli infermieri, attraverso il suo responsabile Antonio Argentini chiede «di fare presto, dopo oltre dieci anni di attesa. Dare un incarico al dirigente e poi sospendere il piano rientra nella prassi della Asl di Pescara, che spesso contestiamo. Ma anch’io sono per l’avviso interno per valutare chi ha i titoli. L’importante è che la sospensione sia breve».

Sebastiano Calella