ATTI DI FORZA

Abruzzo. Filovia, alla vigilia della pronuncia del giudice Mascia blocca il cantiere

Oggi udienza davanti al gip a Pescara

Redazione PdN

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Abruzzo. Filovia, alla vigilia della pronuncia del giudice Mascia blocca il cantiere




PESCARA. E’ fissata per oggi l’udienza relativa all’inchiesta penale sulla filovia davanti al gip chiamato a decidere se dare ragione al pm della procura di Pescara che chiede l’archiviazione della inchiesta penale oppure no.
Le associazioni ambientaliste ed il Wwf, infatti, hanno proposto opposizione alla richiesta di archiviazione dopo che il pm Valentina D’Agostino in 20 pagine aveva delineato un quadro tutt’altro che tranquillizzante.
Gli indagati sono in tutto 9: il dirigente della Regione Antonio Sorgi, il presidente della Gtm, Michele Russo, l'ex presidente della Gtm Donato Renzetti; l'ingegnere pescarese Angelo Bellafronte Taraborrelli, direttore dei lavori della filovia; Pierdomenico Fabiani, responsabile unico del procedimento, Lucio Zecchini, referente dell’Ati, Ghilardi Giuseppe, in qualità di AD dell’impresa capofila Balfour Beatty Rail, Maurizio Bottari amministratore delegato della Vossloh Kiepe s.r.l, l'ingegnere Daniela Di Giovanni.
Dalle parole dell’accusa non erano emerse le prove della piena correttezza delle procedure amministrative e della condotta di molti dei soggetti coinvolti ma solo la mancanza di prove sufficienti a reggere un’ accusa nel processo.
Una differenza evidentemente troppo sottile da comprendere anche per alcuni dei principali indagati che non si sono lasciati sfuggire l’occasione nemmeno di lanciare diffide firmate a questo quotidiano protestando «la piena correttezza delle procedure» o come il super dirigente Antoni Sorgi, tra gli indagati, che ha giudicato offensive le citazioni riportate da PrimaDaNoi.it degli atti dell’inchiesta firmando una denuncia per diffamazione dopo l’altra sua denuncia per “rivelazione di atti segreti”.
(denuncia sempre inerente alla vicenda della filovia e alla possibile procedura di infrazione dell’Europa).
Ieri a sorpresa un comunicato della Gtm ha di fatto ammesso una serie di anomalie strutturali nel tracciato stradale non in grado di reggere il peso del mezzo da 16 metri.
In realtà il problema del cedimento strutturale dell’asfalto era emerso prepotente solo dalle intercettazioni telefoniche nelle quali bene si comprende le posizioni dei vari attori e che PrimaDaNoi.it ha pubblicato mesi fa. Verità emerse solo grazie all’inchiesta. Loredana di Paola del Wwf e candidata con “L’Altra città” punta l’attenzione sulla coincidenza temporale e si chiede chi debba pagare i danni visto che la Gtm ammette di aver affidato consulenze per capire e valutare la struttura dell’asfalto.
Anche Gianni D’Intino, storico oppositore alla filovia fa notare la «strana» marcia indietro della Gtm e spiega come l'ammissione che il fondo stradale non sia idoneo avviene dopo numerose smentite e dopo aver secretato la perizia sui carotaggi avvenuta il 3 Aprile 2012.
D’Intino ricorda inoltre come lo stesso Comune di Pescara aveva tentato di inserire nel programma delle opere pubbliche triennale anche il costo di 800.000 euro per la "manutenzione della strada parco" (poi ritirata). Una manovra questa di cui nessuno ha mai chiesto conto all’attuale amministrazione che avrebbe di fatto gravato il Comune della spesa di consolidamento della strada Parco, spesa che invece doveva essere sostenuta dalla ditta che ha vinto l’appalto.
Ora però bisognerà conciliare le nuove ammissioni della Gtm sulle “ormaie” (appunto la possibilità di avvallamenti nell’asfalto) con le risposte ufficiali fornite ad una interrogazione al consigliere Pd Camillo D’Angelo dal dirigente Fabrizio Trisi che aveva assicurato che il problema non si sarebbe proposto e negato di fatto la problematica citando anche relazioni di tecnici.
Quelle relazioni tecniche nel faldone dell’opera che certificano la solidità del manto stradale dunque di fatto si rivelano non corrispondenti ai dati oggi smentiti dalla stesa Gtm che ha annunciato di aver diffidato la Balfour Beatty. Come si comporterà allora la Gtm nei confronti di quei tecnici che hanno fornito analisi errate sul problema delle ormaie?
Nelle cronache di questi anni infatti si ricordano infiniti tentativi di portare avanti comunque i lavori nonostante le proteste e la richiesta di chiarimenti, nonostante incongruenze sui prezzi e sulle scelte tecniche e di recente nonostante la pendenza di un ricorso al Tar. Una fretta che ha fatto gridare a molti allo scandalo.

LO STOP DI MASCIA
In campagna elettorale poi i nuovi equilibri nell’ex Pdl hanno contribuito a ingarbugliare le carte e così anche il sindaco Mascia è stato folgorato sulla strada Parco ed ha firmato una diffida per fermare i lavori e ieri con una ordinanza ha decretato lo stop. Uno strano braccio di ferro più che tardivo dopo che per oltre 5 anni ha sempre benedetto l’opera e si è scagliato più volte contro chi chiedeva una riflessione e scelte razionali o magari solo chiarezza.
Chissà quanto conta il fatto che il presidente della Gtm, Michele Russo, da sempre al fianco del presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa, oggi è l’artefice della campagna elettorale per le comunali proprio per conto di Testa contro lo stesso Mascia.
Per ora dunque il Comune impedisce il proseguimento dei lavori «sino a quando il Direttore del Dipartimento attività tecniche Energetiche e ambientali non avrà concluso l’esame della documentazione sulla sicurezza trasmessa dalla Gtm lo scorso 16 maggio».
«A differenza di quanto annunciato dalla stessa Gtm», ha detto ieri Mascia, «che si era detta pronta a concentrare i lavori in appena due giorni, operando in orario notturno, la Balfour Beatty ha annunciato che sono state escluse le lavorazioni in orario notturno e che le opere, partite lunedì scorso 12 maggio, proseguiranno sino al 30 maggio. In altre parole ora non c’è più bisogno di mettere transenne e non sarebbero più necessarie ordinanze da parte dell’amministrazione comunale, ma il cantiere durerà 18 giorni». Ora il dirigente del Comune leggerà le carte inviate dalla Gtm e quando la situazione sarà più chiara l’ordinanza sarà revocata.
Intanto, però, oggi il giudice deciderà le sorti degli indagati, poi ci saranno le elezioni ed infine il Tar.
Più che le ormaie a ostacolare la filovia sul suo percorso c’è sempre più nebbia.

ORE 13.30. IL GIP SI RISERVA PER LA DECISIONE

Dopo l’udienza il gip si è riservato di decidere sulla questione nei prossimi giorni. Due le ipotesi: inchiesta archiviata o prosecuzione delle indagini per sei mesi.

Lettera Arch. Trisi