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UdA, Bilancio segreto dopo le promesse di trasparenza

Nel lunghissimo Senato accademico i conti arrivano in coda

Redazione PdN

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UdA, Bilancio segreto dopo le promesse di trasparenza

Filippo Del Vecchio




CHIETI. Breve, segreto passaggio del Bilancio UdA all’ultimo Senato accademico, di cui non si è saputo molto, almeno ufficialmente. Eppure lunedì nell’assemblea del personale dipendente il direttore generale si era lamentato per la fuga incontrollata di notizie ed aveva promesso di pubblicare tutto sul sito per evitare l’imprecisione sui dati che interessano la d’Annunzio.
Ma la pagina internet è vuota né è stato emesso qualche comunicato da cui estrapolare cosa è avvenuto nel Senato accademico, pur senza anticipare i punti più importanti che saranno discussi nel CdA, che è quello che si deve esprimere sul Bilancio assumendosene la responsabilità.
E così si è saputo che al momento clou del Senato la discussione del documento contabile si è svolta con pochi presenti, perché molti docenti-senatori si erano già allontanati: alcuni per esigenze di carattere personale e professionale, altri forse per rimarcare la loro contrarietà alle scelte riportate nelle cifre conosciute solo all’ultimo momento o proprio perché non erano stati messi in grado di leggere il documento. Quindi non sarebbe un caso l’assenza di tutti i rappresentanti di Economia e commercio, il che potrebbe essere la spia del malessere per questa gestione carbonara dei conti UdA.
Sul Bilancio si è astenuto, invece, il farmacologo professor Francesco Caciagli, che è rimasto stoicamente presente e che avrebbe dato questa precisa motivazione: «non me ne sono andato per evitare che poi si dica che io non c’ero. Io ci sono e non sono d’accordo e non da oggi. Mi astengo perché su questo documento non c’è stata nessuna discussione ed è mancato ogni chiarimento per chi come me si intende più di altro che di contabilità. Inoltre mi aspettavo notizie su fatti importanti come Unidav, Villaggio Mediterraneo e Cus ed invece si è scelto di parlare molto di altri argomenti di scarsa importanza».
 In effetti alcuni senatori si sono allontanati dopo 6-7 ore di inutili chiacchiere, estenuati dalle lunghe discussioni su punti secondari.

IL SENATO ACCADEMICO DISCUTE TANTO MA METTE IN CODA IL BILANCIO
Il Senato infatti era iniziato alle 10 e verso le 17 erano già andati via Sergio Caputi, Augusta Consorti, Michele Rea, Nicola Mattoscio, Enrico Spacone e Paolo Innocenti che non hanno retto questa maratona sul vuoto (che poi è proseguita per altre due ore circa). Infatti si era parlato a lungo (due ore e mezza) sulla riduzione delle tasse degli studenti secondo le classi di reddito (che altre università già applicano) e sulla decisione del dg di concedere il telefono cellulare di servizio ai direttori di dipartimento (offerta rifiutata) e ad alcuni funzionari amministrativi (privilegio da casta, perché i costi dei piani tariffari sono ormai molto ridotti).
Invece, i due argomenti più importanti all’odg, cioè i Punti organico (che servono per le assunzioni dei docenti con i concorsi) ed il Bilancio erano stati messi in coda, secondo la vecchia tecnica di ottenere il consenso formale per “sfinimento” dei votanti.
Perciò dei flussi finanziari e delle eventuali perdite non si sa molto: dopo 8 ore e più di noia, non è possibile pretendere dai Senatori lucidità sulle cifre che contano, per cui le imprecisioni sono tutte colpa della fuga di notizie.
A proposito: è vero quello che si vocifera sul sistema di controllo che sta per partire sugli accessi ad internet durante l’orario di lavoro? Sarà vietato navigare e leggere cose non attinenti ai doveri di ufficio, da PrimaDaoi.it alla posta personale, raggiungibili però sul tablet o sullo smarphone che ormai hanno tutti.
Insomma un grande fratello UdA in formato ridotto e con divieti inutili che sarà troppo facile bypassare.

Sebastiano Calella