LAVORI E MISTERI

Filovia Pescara, adesso anche la Gtm diffida la Balfour Beatty

Rispunta fuori il problema ormaie

Redazione PdN

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Michele Russo

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PESCARA. Adesso le ormaie sono un problema anche per la Gtm di Pescara che si lancia in una diffida ad adempiere nei confronti della Balfour Beatty.
L’appalto è quello contestatissimo della filovia di Pescara e le ormaie sono il pericolo, ormai accertato, che l’asfalto sul quale dovrà rotolare il mezzo di 16 metri si possa affossare e creare avvallamenti fastidiosi e dannosi. In ballo ci sono come sempre i soldi, e tanti, per asfaltare il breve tratto di strada che potrebbe non reggere per i 20 anni promessi.
A lanciare l’allarme è oggi la stessa Gtm che in un comunicato dà notizia della diffida.
«In relazione alla questione inerente alla tenuta del fondo stradale interessata dal passaggio della filovia», si legge nella nota, «dopo aver commissionato ed effettuato approfondite analisi adottando le più moderne e sofisticate tecnologie, è emersa una criticità strutturale del tratto di Via Castellamare (Strada Parco) nel territorio di Montesilvano, oltre ad alcuni punti specifici e circoscritti nel territorio di Pescara».

Dunque sarebbe stato commissionato un ulteriore studio anche se la società non fornisce dettagli sui contenuti e sui costi aggiuntivi. Sta di fatto che «queste criticità ridurrebbero sensibilmente la durata della perfetta conservazione del manto stradale, rispetto ai 20 anni previsti come garanzia tecnica, provocando avvallamenti sul percorso», dice la Gtm che dunque «dopo aver attentamente verificato l’attendibilità dei dati emersi dal sondaggio», ha diffidato la Balfour Beatty (impresa appaltatrice) «ad effettuare lavori di adeguamento strutturali senza oneri né per la stessa GTM né per i Comuni interessati, al fine di consegnare l’opera a regola d’arte».
I lavori dovrebbero iniziare nei primi giorni del mese di giugno e «nello stesso mese saranno completati».

Ulteriori dettagli dovrebbero comparire sul sito istituzionale della Gtm nei prossimi giorni. La vicenda delle ormaie era emersa prepotente e misteriosa nell’inchiesta penale che si avvia verso l'archiviazione: si attende che il giudice si pronunci sull’opposizione alla archiviazione proposta da diverse associazioni ambientaliste.
Nel rapporto finale della polizia e nelle intercettazioni era infatti emerso il problema della possibile non tenuta del manto stradale ma i soggetti intercettati avevano deciso di secretare i risultati delle prime analisi. Sulla questione il consigliere Antonio Blasioli aveva richiesto gli atti al Comune che disse di non averli. Nel frattempo il Comune ha impegnato 700mila euro per lavori in alcuni tratti interessati dal tracciato filoviario.
Nei giorni scorsi invece è andata in scena una ulteriore protesta perché i lavori sono proseguiti (nonostante la diffida del sindaco Albore Mascia) con la tesatura dei cavi per la distribuzione della elettricità.

«I lavori suonano come le promesse del marinaio e di una diffida chiaramente troppo tardiva ed inefficace da parte del sindaco Mascia», sostiene il consigliere comunale del Pd Giuliano Diodati, «ma questo servizio pubblico non può essere realizzato senza rispetto per il senso di giustizia, che dovrebbe essere il faro illuminante del comportamento di ogni amministratore. Il 19 giugno il Tar si pronuncerà relativamente ai ricorsi presentati dai cittadini e dalla associazioni, sarebbe quindi stato corretto attendere questa decisione, proprio in segno di rispetto per la giustizia».

Loredana Di Paola del Wwf, candidata sindaca de "L'altra Città " invece si chiede:«Perché cominciare con tanta fretta l'elettrificazione parziale, per soli 2,5 km, di  un tracciato che finalmente la stessa Gtm riconosce assolutamente inidoneo dal punto di vista strutturale?
Per una strana coincidenza, il comunicato è stato divulgato nell'imminenza dell' udienza di domani (22 maggio 2014) davanti al Gup, dove si discutera' l'opposizione alla istanza di archiviazione della indagine penale su nostro esposto. i risultati dei carotaggi erano ben noti dall'aprile 2012 e sono stati secretati fino ad oggi, con l'assicurazione che il tracciato era stato riconosciuto idoneo per i prossimi 20 anni.  La verità inizia a venire a galla.
Chi paga ora gli ingenti danni ambientali ed erariali procurati dal l'ennesimo episodio di cattiva politica?  Qualcuno nella regione Abruzzo e al Ministero dei Trasporti dovrà assumersi la responsabilità di quest'altro sperpero di denaro pubblico».