LA RISPOSTA

Abruzzo. Topi uccisi al Negri Sud: «45 cavie agli animalisti ma non hanno accettato»

Il direttore della Fondazione chiarisce alcuni aspetti della vicenda dopo l’apertura del fascicolo

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Abruzzo. Topi uccisi al Negri Sud: «45 cavie agli animalisti ma non hanno accettato»




SANTA MARIA IMBARO. Lunedì scorso è stata effettuata una verifica ispettiva nei laboratori della Fondazione Mario Negri Sud.
Ad intervenire sono stati il Servizio Veterinario ella Asl e il Corpo Forestale dello Stato, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Lanciano aperta a seguito della denuncia, ad opera del presidente della Lav Francesco Felicetti, per maltrattamenti su animali, dopo la soppressione di cavie avvenuta lo scorso marzo.

La verifica ispettiva «non ha rilevato particolari anomalie nella gestione della struttura ed ha riscontrato la presenza di alcune decine di cavie», spiega una nota della Fonazione. «Non sono stati effettuati sequestri di materiali e men che mai di cavie, come appreso da alcune fantasiose ed errate ricostruzioni».
«A proposito di questi animali, già nello scorso aprile ci eravamo rivolti proprio al presidente Felicetti, - dichiara Tommaso Pagliani, direttore amministrativo della Fondazione Mario Negri Sud- inoltrandogli due successive richieste di affido di 45 roditori in esubero ancora ospiti del nostro stabulario. Richieste, le nostre, di affido e dunque di collaborazione per salvare gli animali, dal momento che non disponiamo più di risorse economiche necessarie per continuare a nutrirli e ad assisterli. Fino a questo momento le nostre richieste non hanno ricevuto risposta dal presidente Felicetti nè da alcun rappresentante Lav. È senz'altro più facile e di maggiore effetto formulare un esposto - denuncia nei nostri riguardi piuttosto che mantenere fede alle disponibilità di accoglimento degli animali in esubero"»
Se non si è in grado di accogliere 45 topolini, dicono dalla Fondazione, «ci si chiede come si riteneva di far fronte a un esubero di ben maggiore entità. Oltre a questo doveroso chiarimento, esprimiamo molto rammarico e costernazione per le numerose e periodiche inesattezze riportate sugli organi di stampa, che oltre a generare confusione, continuano a produrre un inutile danno al nostro Istituto e a tutti i suoi dipendenti, che da mesi vivono una situazione di grave disagio economico, professionale e umano».