INCHIESTE E MISTERI

UdA, sindacati in allarme per la gestione del personale

Il dg contestato su promozioni, trasferimenti e accentramento

Redazione PdN

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UdA, sindacati in allarme per la gestione del personale

Il rettore Carmine di Ilio




CHIETI. All’UdA c’è una comunicazione del 12 febbraio scorso, inviata al controllo di gestione ed al capo del personale, che enumera ben 33 «attività e procedimenti gestiti dalla segreteria del dg».
 Si va dalle incombenze più strettamente amministrative (gestione delle riunioni della contrattazione decentrata, attuazione della nuova pianta organica dell’Ateneo, organizzazione dei corsi di formazione) alle attività tipo ufficio stampa, peraltro soppresso come struttura (realizzazione di videoclip e video integrali e coordinamento delle attività informativo-promozionali dell’Ateneo). Ma c’è anche la redazione dei brogliacci e dei verbali del Senato accademico e del CdA, con l’aggiunta di una chicca finale: «l’organizzazione ed il coordinamento con gli uffici interni della società esterna di revisione ed organizzazione contabile Ernst&Young per il passaggio alla contabilità economico-patrimoniale».
 Insomma una specie di grande fratello che sovrintende al funzionamento dell’UdA e che ha accentrato sul dg il destino della d’Annunzio, emarginando di fatto il ruolo del rettore e degli organi collegiali del tutto silenti. Mugugnano invece i dipendenti: troppe le mansioni assegnate alla segreteria, guidata da Marina Marino, tanto che i sindacati minacciano azioni clamorose di contestazione.
Sotto accusa è l’atteggiamento molto discrezionale del direttore generale, giudicato accentratore e quasi al limite del comportamento antisindacale sia quando non risponde alle loro richieste sia quando decide in solitudine scelte organizzative così importanti.
Sostengono i sindacati che il risultato di questa gestione del personale è che mentre alcuni dipendenti vengono trasferiti o emarginati, il cerchio magico della segreteria gestisce tanti incarichi con stipendi più generosi per le indennità collegate.

CACCIA AL NOME PER EVENTUALI ALTRI AVVISI DI GARANZIA
A dare fiato alle tensioni sindacali ci sono anche le notizie sull’inchiesta a Scienze della formazione per i crediti facili concessi alla segretaria del direttore generale e le indiscrezioni sull’inchiesta per le promozioni forzate, scattata molto prima dopo alcuni esposti sui “movimenti” sospetti negli uffici della d’Annunzio e sulla festa dopo che il Tar aveva respinto il ricorso («perché inammissibile per carenza di interesse») di una dipendente. Il che era stata considerata una vittoria per le promozioni attinte ad una graduatoria scaduta, con il CdA un pò distratto e per questo a rischio Corte dei conti.

Ma all’UdA la novità di questi giorni è la caccia al nome per individuare i futuri, possibili destinatari di altri eventuali avvisi di garanzia, sempre che la Procura dia credito alle indagini della GdF. La rosa degli “indagabili” è ristretta ai funzionari delle segreterie di Filosofia (facoltà di provenienza) e di Scienze della formazione. C’è poi la commissione crediti, che ha avuto diversi ripensamenti al ribasso per i “ravvedimenti operosi” di alcuni prof che hanno fiutato il pericolo e si sono defilati subito.
Si cerca anche di scoprire se la segretaria del dg – beneficiaria dei crediti - sarà indagata e se ci sarà qualche fastidio giudiziario per i 4 esami intanto sostenuti.
Si scommette, infine, sul dg, che si ritiene abbia avuto un ruolo in questa operazione, e si dà per possibile anche il coinvolgimento dell’ufficio personale. Caccia al nome anche per l’inchiesta sulle promozioni, ma solo per conoscere il 20° promosso. Inizialmente erano infatti 19, cioè la somma dei 10 dipendenti amministrativi rimasti fuori quando su 25 in graduatoria ne erano stati promossi 15, più i 9 della graduatoria dei tecnici, rimasti anche loro fuori (in origine erano 10, ma il primo ha vinto un concorso per suo conto).
C’è una nuova nomina per premiare qualche fedelissimo?

Sebastiano Calella