IL FATTO

Rifiuti: a Chieti la differenziata cresce, ma la bolletta non diminuisce

Arriva un altro costo: l’acquisto delle mascherature dei bidoni

Redazione PdN

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Rifiuti: a Chieti la differenziata cresce, ma la bolletta non diminuisce

Alessandro Bevilacqua


CHIETI. Toccherà ad ogni singolo condominio di Chieti acquistare le mascherature per coprire i cassonetti dell’immondizia, attualmente posizionati abusivamente sulle strade cittadine. E questa sarà una spesa aggiuntiva (costo medio di una “maschera” circa 1.500 euro) sulla bolletta rifiuti che è già molto salata e che non accenna a diminuire, nonostante le promesse legate al successo della raccolta differenziata. Perché è vero che a Chieti, secondo i dati forniti ieri dall’assessore Alessandro Bevilacqua, la differenziata del mese di marzo ha raggiunto il 63% e che i rifiuti portati in discarica sono diminuiti in corrispondenza fino ad arrivare a sole 9 mila tonnellate (da 31 mila che erano nel 2009).
 Ma questo non significa un risparmio netto per due motivi: anche la differenziata ha un costo per il suo smaltimento ed il contratto che il Comune ha in essere per la raccolta rifiuti prevede che il costo per tonnellata conferita è di 135 euro, ma per ogni tonnellata in meno conferita in discarica la società che gestisce la nettezza urbana ha un premio di 40 euro. Quindi il risparmio netto è di 95 euro/ton, che però viene mangiato dal costo aggiuntivo per la “pulizia” della differenziata e dalle altre spese del servizio. 

Per cui si arriva al paradosso che la raccolta differenziata alla fine costa di più, perché se i rifiuti comunque diminuiscono (li fa diminuire anche la    crisi economica) il risparmio da differenziata non c’è, come ben sanno i cittadini di Chieti che pure hanno mostrato molto impegno per la raccolta porta a porta.
Ed ora in molti sono delusi di questi risultati economici negativi, aggiunti alla bruttura dei cassonetti colorati (i mastelli condominiali) che dovrebbero essere posizionati all’interno dei palazzi e che invece hanno invaso la città, dal centro storico alle periferie, sottraendo pure posti preziosi al parcheggio delle auto. L’amministrazione comunale si è detta impotente ad elevare multe per l’occupazione abusiva di suolo pubblico ed anche l’istituzione delle guardie ecologiche è stato un flop (eppure costano 28 mila euro l’anno ciascuna), visto che al massimo possono segnalare gli abusi ai Vigili urbani.
Le multe però non scattano, «perché il Comune non può costituirsi davanti al Giudice di pace in caso di opposizione».
 Insomma quella dei rifiuti è una strada difficile da percorrere, perché ci sono molte variabili: dalla scarsa educazione dei cittadini alla scelta di un porta a porta che non funziona, mentre l’amministrazione comunale deve fare i conti per bilanciare la sostenibilità dei costi con l’efficienza del servizio di raccolta.
 Ma la scorciatoia di far pagare ad ogni condominio (cioè ad ogni cittadino) il costo per mascherare un errore o un’inadempienza del Comune non sembra una trovata molto originale. Buone notizie, invece, per i padroni dei cani: il Comune fornirà gratis le buste per raccogliere gli escrementi che tappezzano tutte le strade.
«Perché non è giusto – scrivono sindaco ed assessore in una lettera - che a causa di qualche padrone incivile che non raccoglie i bisogni del proprio “amico”, monti un senso di insofferenza» verso i 7 mila cani che abitano a Chieti.

Sebastiano Calella