SANITA'

Nuovo ospedale a Chieti, il progetto rimane segreto tra polemiche da campagna elettorale

Il project financing è la nuova frontiera della sanità a pagamento

Redazione PdN

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Nuovo ospedale a Chieti, il progetto rimane segreto tra polemiche da campagna elettorale

Ospedale di Chieti




ABRUZZO. E’ possibile che sia un giornale a divulgare la notizia che c’è un progetto da 200milioni di euro per un nuovo ospedale e che invece chi sia tenuto a concertare, confrontarsi anche con le parti sociali e la società civile divulgando i dettagli non lo faccia?
A Chieti succede così e dopo la notizia di PrimaDaNoi.it sul progetto segreto -che tale rimane per le forti resistenze che si incontrano- ieri c’è stato un altro incontro tra la direzione generale della Asl e la società che ha progettato il nuovo ospedale di Chieti.
Questo significa che il manager Francesco Zavattaro tira dritto per la sua strada, convinto com’è che solo questa soluzione di project financing da 200 mln potrà assicurare la costruzione del SS. Annunziata bis.
Finora la Asl o la Regione nulla hanno spiegato nel merito del progetto mentre ieri il manager Zavattaro ha dato indicazioni ai candidati che hanno utilizzato l’argomento nella campagna elettorale.  
«Sarebbe un errore clamoroso – ha infatti dichiarato Zavattaro – perdere un’occasione di questo calibro in tempi segnati dalla disponibilità assai limitata di risorse, che costringe la progettualità dentro margini decisamente ristretti. Voglio perciò sperare che di questa operazione, se vedrà la luce, venga messa a fuoco la reale portata, tralasciando beghe localistiche che accendono rivalità inutili, perché totalmente estranee alla genesi di questo progetto».

 Ora c’è attesa per conoscere ufficialmente i contenuti progettuali di questa opera che rischia però di essere travolta dalle polemiche, che il manager definisce «campanilistiche» e che sono le proteste provenienti soprattutto da Vasto. In realtà, prima Giuseppe Forte, presidente del Consiglio comunale di Vasto e vice presidente della Provincia, e subito dopo l’onorevole Maria Amato (Pd) hanno dato voce alla “rabbia” dei cittadini del comprensorio vastese, per anni illusi con il progetto di una prossima costruzione del nuovo ospedale in località Pozzitello, tra Vasto e San Salvo. «Una scelta fatta dal Comune di Vasto nel dicembre 2006 – lamenta Forte – ma sono trascorsi oltre 7 anni e di quell'ospedale si è perso tutto: dal progetto ai fondi già disponibili nel Piano sanitario regionale. Fondi che nessuno sa dire dove sono finiti. Zavattaro ed il centrodestra avevano sempre parlato dell’urgenza di realizzare ben 4 ospedali a Vasto, Lanciano, Giulianova e Sulmona. Ma i fondi non c’erano. Ora, però, all’improvviso esce fuori questo progetto per Chieti che lascia interdetti e che rende poco credibile la politica che ha cavalcato queste promesse».
«Ma se è vero che questo project financing è un’occasione da non perdere – rincara l’onorevole Amato – sbaglia il manager a ritenere localistiche le proteste di Vasto e a giudicare come anacronistico “spirito di campanile” la levata di scudi che è arrivata dal vastese. Il fatto è che questo territorio è stato preso in giro per anni sull’emodinamica e sul nuovo ospedale, anche se le responsabilità dell’abbandono dei cittadini vastesi dipende dalla politica regionale. Non entro nel merito del progetto, ma non capisco le due velocità: una rapidità pretesa per questo progetto e un’altra  di una lentezza esasperante per i nuovi ospedali di Lanciano e Vasto. Forse questo è l’esito di una programmazione sanitaria contabile della sanità che ha generato una “questione meridionale” in Abruzzo, relegandoci ad un ruolo di cugini di campagna».

IL PROJECT FINANCING È LA NUOVA FRONTIERA DELLA SANITÀ PRIVATA
Se sono valide e condivisibili le ragioni dei territori che si sentono abbandonati - e spesso lo sono veramente – il problema è forse un altro e rischia di rendere incomunicabili le scelte del manager e le richieste dei cittadini abruzzesi (in questo caso del Vastese, ma di fatto di tutto l’Abruzzo). Perché il progetto del nuovo ospedale di Chieti è lo sviluppo naturale, il passo avanti di una idea di sanità ragionieristica che si è affermata in questi anni. La salute è un prodotto come tanti e gli ospedali sono industrie manifatturiere. Addirittura la sanità privata - come finora l’abbiamo conosciuta - va considerata come un benefattore perché integrava l’offerta della sanità pubblica. Adesso invece i privati vanno diretti al project fincing, cioè all’investimento di capitali nella sanità per ricavarne un profitto diretto ed immediato dai flussi di cassa che un ospedale assicura.
L’imprenditore che anticipa i soldi per costruire un ospedale deve essere sicuro che in alcuni anni se li riprende, quindi chiederà la gestione dei servizi, dei ricoveri, delle specialità più ricche, insomma sarà protagonista di quella sanità a pagamento che si è sempre più affermata in Abruzzo e non solo. Ed il diritto costituzionale alla salute, che in qualche modo la sanità pubblica assicurava, pur con qualche affanno? Roba da archeologia industriale, il nuovo che avanza è il modello americano: se hai i soldi ti curi. Ed al Pronto soccorso invece della tessera sanitaria devi esibire la tessera dell’assicurazione.

Sebastiano Calella