LA PROTESTA

Abruzzo. Elettrodotto: manifestazione davanti tribunale Lanciano

Protestano proprietari terreni non correttamente informati

Redazione PdN

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Abruzzo. Elettrodotto: manifestazione davanti tribunale Lanciano




LANCIANO. Manifestazione di protesta davanti al tribunale di Lanciano in concomitanza con l'udienza preliminare, per il reato di omissione d'atti d'ufficio, inerente la realizzazione dell'elettrodotto Villanova-Gissi che attraversa nove Comuni dell'area Frentana.
La Procura di Lanciano ha chiesto l'archiviazione del reato mentre il difensore del comitato di protesta, Antonio Scena, ha chiesto al Gip Marina Valente di disporre l'imputazione coatta.
Il giudice si è riservato di decidere. In udienza anche il denunciante, Antonio Di Pasquale, perito industriale, il quale parla di «lesioni dei diritti dei cittadini».
La contestazione riguarda la mancata e corretta pubblicazione degli avvisi che non hanno permesso ai cittadini sui terreni dei quali passerà il mega elettrodotto di avere informazioni corrette per poter presentare eventuali memorie difensive. Sulla vicenda è pendente anche un ricorso davanti al Tar Abruzzo.
La manifestazione dell’associazione MirAl di Alex Caporale e Miriam Casturà «non si traduce in una semplice protesta contro la costruzione dell’elettrodotto», spiegano gli ideatori, «ma anche contro tutti quegli amministratori pubblici che nell’esercizio delle loro funzioni, in cambio del vile denaro, hanno dimenticato che i cittadini hanno l’obbligo di rifiutarsi di eseguire ordini o disposizioni che sono illecite o comunque contrarie allo spirito ed alla norma della Costituzione e delle leggi».
Secondo i calcoli del perito Di Pasquale i danni prodotti ai cittadini residenti nei Comuni entro i 30° metri dall’infrastruttura ammontano a 105 milioni di euro.
Di Pasquale è il tecnico al quale si sono affidati i cittadini espropriati che da qualche settimana sono tornati a chiedere «un giusto risarcimento».