IL FATTO

Immigrazione. Emergenza scabbia stanotte al Pronto soccorso di Chieti

Sono stati curati giovani migrantes eritrei arrivati da Suor Vera

Redazione PdN

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Maria Di Felice

Maria Di Felice




CHIETI. Emergenza scabbia questa notte al Pronto soccorso del SS. Annunziata di Chieti. Un autobus con a bordo una decina di giovani migrantes provenienti dall’Eritrea (il più “anziano” ha 24 anni) ha chiesto aiuto perché il Convento di Suor Vera a Brecciarola, rifiutava di accogliere questi nuovi arrivi.
La Prefettura di Chieti ha, infatti, indicato questa struttura come terminale per l’accoglienza di questi extra comunitari. Il no era motivato dalla perplessità di accogliere questi nuovi arrivi affetti da una patologia molto contagiosa e molto a rischio per i residenti nel Convento. Quindi l’autobus è stato dirottato all’ospedale. E come sempre capita in queste occasioni, c’è stata una risposta immediata del Pronto soccorso di Chieti.
Erano le 4 di notte, ma la dottoressa Maria Di Felice, responsabile della struttura, ed i suoi collaboratori (medi ed infermieri) non si sono persi d’animo. Intanto è stato bloccato l’accesso a questi giovani perché in sala di attesa c’erano altri malati, donne in procinto di partorire e bambini.
Poi, proprio per far entrare ed uscire questi malati di scabbia da ingressi esterni e non collegati al Pronto soccorso, la dottoressa si è attivata per far aprire il Cio, il centro di infezioni ospedaliere che a quell’ora di notte è naturalmente chiuso. E’ stato svegliato l’infettivologo di turno, mentre qualcuno cercava le chiavi della porta di accesso, che però non sono state trovate.
Allora telefonicamente è stata chiesta alla direzione sanitaria l’autorizzazione a forzare la porta e finalmente i giovani eritrei sono stati fatti entrare. Qui è poi iniziata la visita e si è scoperto che comunque questi migrantes erano stati già sottoposti ad un controllo del Centro di Pozzallo ed era stata avviata la terapia adatta in questi casi. La visita è però proseguita ed al termine tutti sono stati forniti di idonea documentazione che consentiva la possibilità di reimmetterli in comunità. Quindi è stata informata la Prefettura, che ha inviato un ispettore a riprendere il gruppo per portarlo a destinazione. Prima però i giovani sono stati rifocillati e almeno dal punto di vista dell’emergenza sanitaria tutto è tornato a posto nelle prime ore della mattina.

Sebastiano Calella