IL PORTO DELLE SABBIE

La motocisterna si incaglia nel porto: ennesimo smacco dopo il dragaggio

Salutata con gioia all’arrivo qualche settimana fa ora si profila una nuova chiusura del porto

Redazione PdN

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La motocisterna si incaglia nel porto: ennesimo smacco dopo il dragaggio



PESCARA. Era stata salutata con immensa gioia perché il suo arrivo in porto significava la ripresa anche delle attività industriali e dello sbarco di sostanze petrolifere così come non accadeva da tempo.
Invece oggi il brusco risveglio dal facile trionfalismo dovuto al fatto che proprio  la motocisterna Galatea e' rimasta incagliata nel bacino di evoluzione del porto di Pescara mentre stava entrando nello scalo.
Sono stati minuti lunghi quelli per disincagliare la nave che hanno segnato un imprevisto che peserà sul futuro prossimo dello scalo pescarese schiacciato dai tempi lunghi della burocrazia e dalla imperizia di quanti a vario titolo sono entrati nella lunghissima procedura per avviare un dragaggio che tutti sapevano essere efficace solo per pochi mesi.
Galatea ha un pescaggio massimo a poppa che supera di poco i 4 metri e ha toccato un dosso sul fondale a 4 metri per cui ha avuto problemi nelle manovre di ingresso e ormeggio e, per precauzione, si e' ritenuto opportuno farla uscire con il rimorchiatore e ora si e' in attesa di decisioni sul da farsi.
La Capitaneria di porto, che era presente, e ha seguito tutto l'accaduto, sta effettuando nuove batimetrie per valutare se ci sono i presupposti per l'ingresso e se si tratta di un fenomeno sporadico o meno, legato a piogge e mareggiate. La media del fondale e' di 5 metri per cui e' da capire se si tratti di un cuneo isolato o se possono essercene altri.
Sta di fatto che in molti avevano già lanciato l’allarme all’indomani della straordinaria alluvione di alcuni mesi fa quando il fiume era esondato come non aveva fatto negli ultimi 20 anni e trascinato a valle una mole di sedimenti, detriti e terra in quantità di gran lunga maggiore alla media.
Ora le soluzioni sono due: ritornare a dragare ma vista la passata esperienza sarà arduo poter promettere tempi brevi per l’avvio dei lavori. L’alternativa più facile ma pesante è una sola: l’ennesima chiusura del porto.

CONFCOMMERCIO: «EVIDENTI NOTEVOLI ERRORI»

 «E’ evidente che ci sono stati notevoli errori nella gestione dell’emergenza Porto», si legge in una nota della Confcommercio Pescara, «se è bastata l’acqua piovana di qualche giorno fa per rendere di nuovo inagibile l’avanporto di Pescara. Infatti da tre giorni la nave Galatea, che doveva scaricare idrocarburi presso il Molo di Levante, è impossibilitata ad entrare ed è ferma in rada a circa un miglio e mezzo dalla costa.           Tanti soldi spesi male, oltre tredici milioni di euro per l’ultimo dragaggio, quando sarebbe bastato attuare il primo lotto del Piano Regolatore Portuale, che sarebbe costato circa dieci milioni di euro, per risolvere contemporaneamente e definitivamente il problema del dragaggio e della navigabilità del Porto.              Eppure già tre anni fa il Governatore Chiodi aveva annunciato di avere pronta la somma per dare attuazione a tale progetto che prevedeva l’apertura della diga foranea e quindi la possibilità di far defluire le acque del Pescara al largo evitando il ristagno e il deposito di fanghi ed altro materiale sul fondo del Porto Canale.     La verità è che in questi anni abbiamo visto tanti annunci ma pochi fatti concreti».