IL FATTO

Abruzzo. Elettrodotto Villanova-Gissi: «danni ai residenti per 105 milioni di euro»

Il perito: «chiederemo alle amministrazioni locali l’annullamento degli atti»

Redazione PdN

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Abruzzo. Elettrodotto Villanova-Gissi: «danni ai residenti per 105 milioni di euro»




ABRUZZO. «Nel caso dell’elettrodotto Villanova - Gissi qualsiasi ipotesi di compensazioni ambientali è scorretto perché in nessun modo si può compensare attraverso opere pubbliche il danno arrecato alle singole persone per quanto attiene la salute ed il deprezzamento del proprio patrimonio immobiliare».
E’ questa l’analisi di Antonio Di Pasquale che ha spulciato tutte le delibere comunali firmate negli ultimi anni dalle amministrazioni locali abruzzesi che hanno detto sì al mega progetto. Il tecnico è il perito al quale si sono affidati i cittadini espropriati che da qualche settimana sono tornati a chiedere «un giusto risarcimento».

I Comuni hanno accettate denaro a fronte della compensazione ambientale ma Di Pasquale dice chiaramente che quei denari non sono sufficienti.
Alcuni Comuni si sono anche impegnati a «dirimere il dissenso nell’ipotesi che terzi dovessero porre in essere comportamenti impeditivi dell’esecuzione dei lavori». Si legge chiaramente nei documenti firmati dalle amministrazioni cittadine.
«Forse è utile ricordare a tutti gli amministratori», dice Di Pasquale in merito a questo punto, «che non solo il dissenso è un diritto sancito da norme inderogabili della nostra Costituzione, non solo il diritto di esprimere le proprie opinioni è il fondamento stesso della carta costituzionale, ma i cittadini hanno l’obbligo di rifiutarsi di eseguire ordini o disposizioni che sono illecite o comunque contrarie allo spirito ed alla norma della Costituzione e delle leggi».

COMUNI E INDENNIZZI
Il Comune di Cepagatti a fronte dei lavori dell’elettrodotto ha accettato una compensazione ambientale di 7,3 milioni di euro (inizialmente erano 9, poi ridotti), Chieti 600 mila euro, Casalincontrada 500 mila euro, Fara Filiorum Petri 250 mila euro, Casacanditella 270 mila euro, Guardiagrele 890 mila. E poi ancora Filetto 895 mila euro, Orsogna 60 mila euro, Sant’Eusanio del Sangro 130 mila, Atessa 900 mila euro, Casalanguida 160 mila euro e Gissi 800 mila euro.
Di Pasquale analizza costi e benefici e sostiene che le compensazioni non siano poi così equilibrate: «a Cepagatti il Comune ha ottenuto 7,3 milioni di euro dimenticando di fatto le 61 abitazioni che si troveranno entro i 300 metri dall’elettrodotto ed il cui danno da deprezzamento può essere ragionevolmente stimato in minimo 18,9 milioni di euro».
Nelle casse del Comune di Casalincontrada entrano 500 mila euro ma il deprezzamento delle 51 abitazioni che si troveranno entro i 300 metri dall’elettrodotto è stimato dal perito in 15,3 milioni di euro. E così a Bucchianico 10 abitazioni danneggiate per un totale di 3 milioni di euro di danni a fronte dei 600 mila euro pattuiti. A Fara sono 14 le abitazioni entro i 300 metri per un danno vicino ai 4,2 milioni di euro a fronte dei 250 mila euro pattuiti dal Comune mentre a Filetto 55 abitazioni per un totale di 16,5 milioni di euro di danni a fronte dei 895.000.
Anche ad Atessa la situazione non migliora: nonostante i 900 mila euro di indennizzo i danni per le 34 abitazioni che si troveranno entro i 300 metri dall’elettrodotto «può essere ragionevolmente stimato in minimo Euro 10.200».
Con quei soldi (che vanno ai Comuni e non ai pricati) le amministrazioni locali dovranno investire sulle strade, sulle scuole, campi da calcio, ponti e talvolta anche sui cimiteri: «Sono tutte, o quasi, delle belle cose. Ma cosa c'entrano con le compensazioni ambientali?», chiede Di Pasquale. «Le compensazioni ambientali non ripagheranno in nessun modo i danni all'ambiente, al patrimonio (ed alla salute) che arrecherà, sui territori interessati, l’infrastruttura denominata elettrodotto Villanova – Gissi».
Secondo il perito il danno patrimoniale per svalutazione dei beni interessati dalla presenza dell’impianto può essere stimato «in minimo 105,3 milioni di euro. Per questo a breve sarà richiesto alle singole amministrazioni, da parte di tutte le persone che si rappresentano, l’annullamento degli atti esercitando l’istituto dell’autotutela amministrativa. E’ a dir poco aberrante barattare, come fatto dagli amministratori locali in questione, un diritto garantito dalla Costituzione in cambio di denaro».
Intanto la Procura della Repubblica di Lanciano ha chiuso, a fine 2013, le ulteriori indagini che erano state disposte dal gip Canosa in merito al procedimento penale che vede coinvolti i Comuni di Castel Frentano, Sant’Eusanio del Sangro e Paglieta per l’omessa e o non corretta pubblicazione dell’avviso pubblico del 5 aprile 2012.

Il gip ha così fissato nuova udienza in Camera di Consiglio al 28 aprile 2014.
a.l.