I CONTI CHE VANNO

Comune Pescara, Revisori dei Conti lanciano allarme: «carente l’introito Tares»

L’assessore alle Finanze: «siamo tranquilli»

Redazione PdN

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COMUNE DI PESCARA NOTTE




PESCARA. I revisori dei Conti con una nota dello scorso 11 marzo mettono in guardia il Comune di Pescara paventando una grave situazione delle casse dell’Ente pubblico.
Prima prescrizione: «bisogna contenere nei limiti dell’indispensabile gli ordinativi di beni e servizi in modo da ricostituire il fondo di Cassa».
Seconda annotazione: «è gravemente carente l’introito del saldo Tares» con il quale il Comune sperava di far cassa. Ma ciò che si sta raccogliendo è inferiore rispetto alle previsioni. Nella relazione si evidenzia che «nei prossimi mesi non sono previste nuove risorse finanziarie da tributi o trasferimenti per cui è del tutto prevedibile l’impossibilitò di onorare gli impegni di spesa. Si consideri che il solo pagamento degli stipendi mensili ammonta ad oltre 2 milioni di euro».
Altro problema è quello inerente le risorse vincolate che l’amministrazione comunale starebbe usando per «spese differenti da quelle previste dal vincolo».
Metteteci un freno, dicono chiaramente i revisori. A causa del ritardo dei pagamenti da parte di altri enti e pubbliche amministrazioni (ad esempio l’Aca o lo stato per il funzionamento del Palazzo di Giustizia) il Comune ha dovuto programmare e finanziare gli investimenti facendo ricorso all’accensione di mutui e quindi all’indebitamento aggravando la spesa corrente, sottolineano i revisori. 

I controllori, come detto, puntano il dito contro il ricorso costante alle entrate vincolate: una operazione che dovrebbe essere eccezionale ma che nel caso di Pescara è diventata «un sistema». Dunque i revisori chiedono di ripristinare al più presto quelle somme: ne mancano ancora all’appello 15,7 milioni .
Il consigliere comunale Fausto Di Nisio ha presentato una interrogazione per chiedere all’amministrazione come valuta queste prescrizioni dei revisori.
A rispondere a stretto giro è l’assessore Massimo Filippello che ostenta una certa tranquillità: «accogliamo questa nota come un invito a essere sempre opportunamente cauti nella gestione delle risorse pubbliche, sollecito giusto e dovuto per ogni pubblica amministrazione. Ma possiamo rassicurare sin d’ora lo stesso Collegio che a Pescara non ci sarà alcun dissesto, né alcuna crisi di liquidità: a oggi le uniche ‘sofferenze’ sono determinate dall’incertezza delle scadenze dei pagamenti tributari, un problema che sicuramente non riguarda solo Pescara, ma l’intero Paese, incertezza che oggi non può essere risolta visto che ogni sei mesi il Governo modifica l’entità e la regolamentazione dei nostri tributi. Tuttavia a oggi continuiamo a registrare un costante flusso di cassa in entrata per quanto riguarda la Tares, segno che molti cittadini hanno deciso di ‘diluire’ i pagamenti, e soprattutto a breve rientreranno nelle nostre casse crediti che vantiamo dallo Stato, a partire dai rimborsi per la gestione del Tribunale».