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Pp1 Montesilvano, i collaudatori non possono collaudare e muovono contestazioni

Il Comune ha commissionato un parere ad un legale per capire se siano dovute ulteriori cifre

Redazione PdN

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Pp1 Montesilvano, i collaudatori non possono collaudare e muovono contestazioni




MONTESILVANO. Una relazione sullo stato del collaudo del Pp1, comparto 6, (zona del curvone dei grandi alberghi) iscritto al protocollo del Comune di Montesilvano a marzo 2012, tre mesi prima delle elezioni.
I collaudatori Ciro Cipolletta, Paolo Di Cintio e Marco Durini annunciano al Comune che è impossibile procedere con il certificato di collaudo: mancano una serie di documenti necessari per poter andare avanti. Di questa carta, negli uffici tecnici da due anni, il sindaco non ne sapeva nulla.
Racconta di averla scoperta un paio di mesi fa e quando l’ha letta ha deciso di farla vedere ad un avvocato.
Nella relazione i tecnici informano il Comune che la società S. Michele Sas (D’Andrea) ha eseguito lavori di urbanizzazione per 3,7 miliardi di vecchie lire e che quindi dovrà dare all’amministrazione comunale 3,3 miliardi (sempre di lire) a conguaglio, vista la convenzione stipulata in passato.
La ditta convenzionata ha però comunicato che parte di quell’importo è stato impiegato per manutenzione del verde e per la piantumazione di una quindicina di palme, così come accordato da alcune delibere dirigenziali.
Un’altra parte di opere, invece, deve essere ancora realizzata.
Ora il documento è nelle mani dell’avvocato Alberto Lorenzi per verificare la legittimità della procedura amministrativa seguita a riguardo delle opere di manutenzione e piantumazione non previste dalla convenzione originale.
Insomma il legale dovrà chiarire se utilizzare soldi per le manutenzioni era legittimo, caso contrario come legittimare, se legittimabile, l’operato sia dell’amministrazione che dell’interveniente.

A questo punto il collaudo è sospeso in attesa che il Comune decida su indicazioni del parere legale.
I collaudatori nella loro relazione ammettono di aver incontrato più di una difficoltà nella fase del collaudo, questo perché si legge nel documento «durante le operazioni sono emersi innumerevoli perplessità sulla completezza del contenuto documentale reso disponibile dall’amministrazione nonché carenze formali e sostanziali sugli adempimenti dettati dalle convenzioni stipulate dalle parti e richiesti dalla vigente normativa» sull’esecuzione delle opere pubbliche.
Il collaudatori hanno chiesto alla concessionaria alcuni documenti sulla conformità degli impianti di pubblica illuminazione di viale D’Andrea, via Spagna, angolo via Lussemburgo e via Inghilterra e delle reti antincendio o di irrigazione, gli allacci delle acque bianche e delle acque nere.
Ma i collaudatori hanno anche operato una prima revisione della bozza di contabilità sottoscritta dal geometra Antonio Di Pompeo e l’architetto Aurelio Colangelo.
Dicono che da una prima verifica della "bozza" di contabilità proposta i tecnici hanno rilevato  che devono essere apportate correzioni per l'eliminazione di alcune partite di lavori non riportate nei disegni contabili nonchè per l'eliminazone  di partite di lavori valutate con prezzi non contrattuali in assenza di verbale di concordamento di nuovi prezzi.
Il team di collaudatori ha pure annunciato di voler rinunciare alla documentazione ‘di forma’ che non risulta prodotta durante il corso dei lavori ma di voler acquisire «tutto quanto sostanziale per procedere al collaudo che garantisca perlomeno la qualità delle opere realizzate e la corrispondenza economica dei lavori eseguiti a scomputo degli oneri concessori con le somme stabilite in convenzione».
Si chiede al direttore di lavori una perizia di variante con i nuovi prezzi.
Contestazioni vengono mosse anche ad alcune documenti proposti: nel calcolo illuminotecnico di verifica ai lampioni effettivamente posti in opera «manca la firma del tecnico abilitato» e inoltre «la dichiarazione di conformità a firma della ditta realizzatrice dell’impianto di illuminazione pubblica è carente dell’elenco materiali e riguarda solo un tratto di strada».