AMBIENTE

Wwf contro Comune di Chieti: «potature e tagli indiscriminati del verde pubblico»

Cittadini segnalano all’associazione ambientalista potature selvagge

Redazione PdN

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Wwf contro Comune di Chieti: «potature e tagli indiscriminati del verde pubblico»




CHIETI. Potature esagerate e tardive, ormai alla vigilia della primavera, e addirittura il taglio alla base di alberi lungo le strade e le scarpate urbane.
Sono decine le segnalazioni che il Wwf Chieti riceve in questi giorni da cittadini preoccupati per quel che sta accadendo al patrimonio verde comunale, la più recente in via Picena. «Evidentemente si dimentica», denuncia il presidente del Wwf Chieti Nicoletta Di Francesco, «che già un singolo albero è in grado di fornire, nelle sue immediate vicinanze, abbastanza ossigeno per 10 persone e di assorbire, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg di emissioni di anidride carbonica all’anno. Gli alberi, inoltre, riducono l’inquinamento acustico, possono farci risparmiare sino al 10% del consumo energetico e sono anche generatori di benessere sociale, contribuendo persino alla rivalutazione immobiliare di un edificio o di un quartiere, largamente beneficiati dalla presenza di filari alberati o di un parco. Gli alberi costituiscono un patrimonio e un bene di tutti, che deve essere preservato e consegnato ai cittadini di domani».
Potature e tagli si stanno tra l’altro effettuando in un periodo di piena ripresa vegetativa e questo, sottolineano gli ambientalisti, provocherà l’allontanamento di molti uccelli, tra i quali gli insettivori particolarmente utili, che in questo periodo già stanno nidificando.
«Stupisce che si agisca in modo scellerato mentre interi settori dell’amministrazione comunale sono impegnati nella riduzione delle emissioni di CO2 e nella conquista di certificazioni europee che prevedono esplicitamente una attenzione per l’ambiente urbano che non contempla tagli smodati», continua Di Francesco.
«Proprio mentre l’assessore all’ecologia e il suo settore promettono centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria – spiega ancora Di Francesco -, si disattendono normali e conosciute regole per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La città era famosa per la sua Villa e per i suoi esperti giardinieri, ma ha evidentemente perso ogni sensibilità in tal senso. Si ignora del tutto persino quanto dispone la legge 10/2013, che il Parlamento ha votato poco più di un anno fa proprio a tutela degli alberi e che promuove l’incremento del patrimonio arboreo e delle aree verdi e tutela il verde esistente nelle città. È tra l’altro esplicitamente prevista la creazione di cinture verdi intorno alle conurbazioni in modo da ridurre l’effetto isola di calore estiva. A Chieti si sta agendo in senso opposto, tagliando quelle che potrebbero essere le prime tracce di una cintura verde. Né può valere la giustificazione che si tratti di piante di scarso pregio. Le essenze da piantumare vanno accuratamente scelte, mentre quelle che esistono, magari da molti anni, vanno comunque rispettate».