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Processo Bussi-bis, il Comune di Pescara si costituisce parte civile

Ieri udienza saltata per assenza di uno degli imputati

Redazione PdN

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Processo Bussi-bis, il Comune di Pescara si costituisce parte civile




PESCARA. Il Comune di Pescara si costituisce parte civile come persona offesa nel processo Bussi-bis.
Ieri mattina era stata fissata l’udienza, nella quale il legale del Comune, l’avvocato Franco Perolino, avrebbe dovuto depositare le memorie, operazione rinviata al prossimo 15 aprile, data di rinvio dell’udienza a causa dell’impedimento di uno degli imputati.
Sei anni fa, dopo la grave crisi idrica che ha colpito l’intera provincia di Pescara, in seguito alle problematiche ambientali e all’inquinamento dei famosi pozzi di Bussi, è emersa una drammatica realtà, quella della presenza di una spaventosa mega-discarica abusiva, destinata allo smaltimento di ogni genere di rifiuti, a Bussi sul Tirino, una discarica portata alla luce dopo mesi di indagini dal Corpo Forestale dello Stato, svelando una delle vergogne più grandi d’Europa. La discarica sarebbe stata realizzata dal 1963 al 1972 su un terreno che dal 1999 è di proprietà della ‘Come Iniziative Immobiliari srl’, poi Montedison Srl, alla quale è oggi subentrata la società Edison, nel comune di Bussi sul Tirino.
Da quel momento si è aperta una vicenda ancora tutta da svelare, nella quale il Comune di Pescara «si ritiene a pieno titolo», commenta l’assessore Berardino Fiorilli, «persona offesa a tutela degli interessi dei propri cittadini che potrebbero essere stati danneggiati dalla presenza di quella discarica. In tal senso non possiamo che sostenere e approvare in pieno l’attività portata avanti sino a oggi dalle Associazioni ambientaliste che hanno saputo tenere alta l’attenzione e la guardia su una vicenda tanto grave e scandalosa, sotto la quale si nascondono anni di silenzio e di disattenzione, anche da parte delle Istituzioni».
L’amministrazione comunale si era già costituita parte civile in una prima fase del procedimento penale del processo principale, ma inizialmente era stata esclusa. Il 4 ottobre 2012 il Comune ha riproposto l’ istanza, rielaborata dall’avvocato Franco Perolino e il 29 novembre 2012 è stato ufficializzato il suo accoglimento quale riconoscimento della città quale parte offesa. 

Nel corso dell’ultima udienza, l’avvocato Perolino ha citato come responsabilità civile la società Edison, e a quella citazione l’avvocato Padovani, rappresentante della Edison, si è costituito nei confronti del Comune di Pescara sollevando una serie di eccezioni per chiedere l’esclusione della Edison nella responsabilità civile. Ma il giudice ha respinto quelle eccezioni ammettendo la società come garanzia.
Ieri mattina era però prevista l’udienza preliminare del cosiddetto processo Bussi-bis contro Giorgio D’Ambrosio, in qualità di ex presidente Ato, Bruno Catena, in qualità di ex presidente dell’Aca Spa, Bartolomeo Di Giovanni, come direttore generale dell’Aca, Lorenzo Livello, in qualità di direttore tecnico dell’Aca Spa, e Roberto Rongione, responsabile del Servizio Sian della Asl di Pescara, tutti e cinque imputati ex articoli 110, 442 in relazione all’articolo 439, perché, come si legge nel campo d’imputazione, «concorrevano a somministrare per il consumo, immettendole nella rete acquedottistica, le acque destinate all’alimentazione umana emunte dai pozzi di cui al capo A della rubrica – (avvelenamento delle acque contestata agli imputati di cui al procedimento n.3198/12) – e contaminate da sostanze altamente tossiche per la salute umana».
La costituzione, visto il rinvio dell’udienza al 15 aprile prossimo, è stata posticipata.
«Ci chiediamo», commenta ancora Fiorilli, «come sia stato possibile non accorgersi per anni di quanto accadeva a Bussi, ci chiediamo quali possano essere state le conseguenze materiali determinate dalla presenza di una tale ‘bomba’ ecologica e in tal senso riteniamo fondamentale uno studio epidemiologico, l’unico che sarà in grado di fare piena chiarezza sotto il profilo sanitario su una simile vergogna».