IL PROGETTO

Chieti. Il fallimento campano riaccende l’attenzione sul Villaggio del fanciullo

La storia del progetto dal centrosinistra al centrodestra

Redazione PdN

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Chieti. Il fallimento campano riaccende l’attenzione sul Villaggio del fanciullo

La firma





CHIETI. Il fallimento della Multiservizi (settore rifiuti) di Castellammare di Stabia, in cui è rimasta invischiata la commercialista teatina Monica Baldassarre che di quella società è stata amministratore unico e dg, ha avuto un effetto collaterale imprevisto a Chieti.

Infatti di colpo ha riacceso i fari su un’operazione edilizia nella quale la Baldassarre ha avuto un ruolo propulsivo decisivo. Si tratta di un progetto che ha preso il nome “Villaggio del fanciullo” dai terreni su cui inizialmente era stata progettata una “civitas urbana”, cioè un esperimento di “quartiere sociale” dove i servizi pubblici comuni (scuola, chiesa, Rsa ecc.) avevano un ruolo molto evidente. In realtà questa prima versione del progetto è lievitata e da “small” (150 abitazioni) è arrivata alla versione extralarge (550 appartamenti) dopo l’intervento dell’ingegner Domenico Merlino, esperto di grandi progetti.
La versione più piccola è stata presentata nel 2010 a Chieti, mentre della seconda si è parlato solo a fine 2013, dopo la firma del protocollo di intesa con il Comune di Chieti e con la Provincia per la sua realizzazione. In effetti già nella manifestazione alla Camera di commercio in cui fu illustrata la versione iniziale si poteva notare la presenza importante dell’ingegner Merlino e del suo staff, che al momento erano defilati, ma che erano in primo piano insieme al sindaco Umberto Di Primio ed al rappresentante dello sponsor della prima versione e presente anche nella seconda (la Madruzza&associati).
Non a caso il convegno allora organizzato nella sede Camera di commercio del Foro Boario e moderato dal giornalista Rai, Nino Germano, prevedeva interventi di Marzio Madruzza, Umberto Di Primio, Pierluigi Caputi (settore ambiente della Regione e commissario straordinario per gli Ato acquedottistici), Francesco Colasanti (a.d. della società di gestione risparmio Torre srg), Giampietro Trabuio (Ordine dei frati minori Veneto) e Domenico Merlino.

LA STORIA DEL PROGETTO DAL CENTROSINISTRA AL CENTRODESTRA
Qualcuno addirittura pensa che la prima versione ridotta del progetto sia stata un cavallo di Troia per entrare nei meccanismi urbanistici del Comune e della Provincia di Chieti e vincere così le resistenze dei contrari, regalando ai politici la carta dell’housing sociale dietro cui far decollare una mega colata di cemento sulla collina verde del Tricalle di Chieti.
In ogni caso però il Villaggio del fanciullo è una creatura di Monica Baldassarre: lo ha inventato e poi lo ha portato all’attenzione della Curia arcivescovile di Chieti, proprietaria dei terreni agricoli poi divenuti terreni edificabili e venduti a 8 mln di euro.

Quindi prima lo ha proposto senza molto successo all’amministrazione comunale e provinciale di centrosinistra e, infine, lo ha resuscitato e pilotato verso i lidi del centrodestra, con l’approdo in Comune e Provincia attuali che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per realizzare un programma di edilizia sociale.
Infatti, fin dall’inizio tutta l’operazione, è stata presentata come un esperimento di “quartiere sociale” con abitazioni a prezzi controllati e destinato originariamente a famiglie in difficoltà.
Poi ha cambiato contenuti (ma non l’immagine forse indotta di housing sociale) diventando uno dei grandi progetti dell’ingegner Domenico Merlino, che si è inserito sulla prima versione e l’ha ampliata a 550 appartamenti con l’aggiunta di altri terreni che da San Salvatore (sede della Città del fanciullo) scendono fino a Tricalle.

PRESENZE ED ASSENZE IMPORTANTI ALLA FIRMA DEL PROTOCOLLO DI INTESA
Dunque non solo una donna al comando, commercialista teatina con indubbie capacità tecniche ma anche di persuasione e buone attitudini per i rapporti che contano.
 E così all’inizio si era affidata al centrosinistra, attraverso Umberto Aimola (allora vice presidente della Provincia e anche lui presente al Meeting della Camera di commercio al Foro Boario) e l’amministrazione Ricci (il cui assessore all’urbanistica Valter De Cesare era però contrario all’operazione).

In questo primo periodo aveva ottenuto solo il cambio di destinazione dei terreni da agricoli a edificabili, di cui ha beneficiato la Curia. Vinte le elezioni dal centrodestra, la Baldassarre si è poi affidata a Carla Di Biase (Pdl), presidente della commissione urbanistica della Provincia, nonché consigliere comunale con Di Primio. E forse il cambiamento del no iniziale della Provincia (il cui settore urbanistico era contrario) si deve proprio all’opera di questa figura centrale di snodo: infatti è diventato un ok a 360 gradi con il vice presidente Antonio Tavani e con l’assessore all’urbanistica Nicola Campitelli.
E sempre alla Di Biase forse si deve il progressivo avvicinamento del sindaco di Chieti alla condivisione del protocollo di intesa per il Villaggio del fanciullo. Ma proprio la foto di questa firma apre molti scenari: per la Provincia non c’era il presidente Enrico Di Giuseppantonio, politico di lunga esperienza, mentre per il Comune appare anche l’ex assessore Ivo D’Agostino.

Sebastiano Calella