POVERO IN CASSA

Tares Pescara, Filippello: «ancora presto per fare una stima sulle mancate entrate»

Di Nisio lancia l’allarme su Pescara Parcheggi

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1848

COMUNE PESCARA



 



PESCARA. «Nel bilancio comunale di Pescara non c’è alcuna ‘carenza’ di fondi, non mancano né 5 né 7 né 2 milioni di euro semplicemente perché non è ancora possibile tracciare una stima esatta degli incassi derivanti dalla Tares».
Lo ha detto l’assessore alle Finanze del Comune di Pescara Massimo Filippello replicando alle affermazioni del consigliere comunale Camillo D’Angelo circa un presunto ammanco di cassa pari a 7milioni di euro in bilancio per le mancate entrate Tares.
Ma secondo il Comune, come detto, fare al momento una stima delle mancate entrate non è possibile: «i cittadini stanno pagando dunque non comprendo come faccia il consigliere D’Angelo a profetizzare gli ammanchi. Fino a quando non saranno stabilizzati a livello governativo i tributi locali, anche la disciplina della tassazione locale ne risentirà e oggi possiamo solo sperare che non ci siano ulteriori cambiamenti all’orizzonte. Sino a oggi il Comune non può regolarizzare le scadenze dei versamenti e ciò comporta che in alcuni mesi dell’anno le nostre casse possono registrare una sofferenza. Tuttavia dobbiamo arrivare a far sì che il Comune abbia al più presto delle entrate correnti certe come scadenze di pagamento a partire dal mese di gennaio».
Per quanto riguarda la Tares «molti stanno tranquillamente pagando», assicura Filippello. «Ovviamente chi si è visto recapitare una cartella errata ha atteso giustamente di ricevere la cartella corretta prima di provvedere al pagamento e quindi stiamo registrando un lieve, ma giustificato, ritardo negli incassi che però sono continui e costanti, con un flusso di cassa medio pari a circa 100mila euro al giorno. Ma a oggi non è comunque possibile prevedere l’entrata effettiva rispetto al gettito preventivato, bilancio che potremo fornire solo tra un mese e mezzo».
L’assessore tranquillizza quei cittadini che non hanno ancora ricevuto il provvedimento rettificato e che quindi non ancora hanno ottemperato al versamento corretto: «sino a due giorni fa l’Ufficio Tributi si è dedicato ancora prevalentemente all’attività di sportello, ora stiamo ottemperando alla compilazione dei modelli F24 corretti che stiamo rispedendo a domicilio, dunque i contribuenti hanno tempo per pagare senza vedersi applicare alcuna sanzione».

IL CASO DI PESCARA PARCHEGGI
Il consigliere Fausto Di Nisio punta invece il dito contro i conti di Pescara Parcheggi e calcola che per il 2013 la società realizzerà una perdita ed il suo valore sarà superiore al capitale sociale.
«Il Consiglio comunale», fa notare Di Nisio, «non ha ancora fatto in tempo a ratificare l'ennesima delibera di giunta con la quale si ripianano le perdite fino a quelle del 2012, che già si profila l'ennesimo risultato negativo per il 2013 dopo che i consiglieri comunali, a dire il vero i pochi interessati, si sono dovuti sorbire per un anno intero il management dell'azienda che, con molta prosopopea, si vantava di aver riportato in bonis i risultati aziendali».
Il consigliere comunale di opposizione racconta di aver dato una rapida vista alla situazione di bilancio provvisorio al 31 dicembre dello scorso anno «per notare l'utilizzo del più banale escamotage utilizzato per coprire una perdita: sono stati infatti appostati circa 25.000 euro tra i ricavi come "fatture da emettere"».
La giustificazione fornita, racconta sempre Di Nisio, fa riferimento a rimborsi dovuti alla società da parte del Comune per occupazione di posti riservati a parcheggio nell'aria di risulta destinati a finalità diverse, come previsto dall'art. 9 del contratto di servizio. «E' stato sufficiente che l'ottimo collega Enzo Del Vecchio, con i suoi potenti mezzi informatici, leggesse il disposto dell'articolo citato per comprendere che il management della Pescara parcheggi Srl non aveva avuto neanche il buonsenso di andarselo a leggere».
Per Di Nisio «se a questo escamotage sommiamo la Tares di competenza del 2013 (circa 70.000 euro) e l'accantonamento per Irap (circa 25.000 rispetto a quanto versato in acconto) allora ci rendiamo conto che la perdita sarà di circa 100.000 pur avendo l'amministrazione ridotto il canone annuo dovuto dalla società.