CARTE BOLLATE

UdA-Cus, resta bloccata la trattativa sul contenzioso

E la Bper aspetta da tre mesi di riavere i suoi 23 mln

Redazione PdN

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CHIETI. Calma piatta nel contenzioso Uda-Cus, con la Bper spettatore imbarazzato. A differenza di quanto era stato concordato tra le parti durante l’incontro nell’aula multimediale della d’Annunzio, non ci sono stati né incontri né proposte per sbrogliare la matassa dei contrapposti interessi. Resta solo immutata ed un pò imbarazzata la richiesta della Bper di fare presto a decidere su chi deve pagare il mutuo da 23 milioni e/o la fidejussione firmata dall’UdA in favore del Cus. La banca infatti vive l’imbarazzo di un’attesa di ormai circa tre mesi per ottenere i soldi anticipati, quando per importi di molto inferiori sia un normale correntista “con il conto scoperto” sia un qualsiasi imprenditore “in rosso” vengono pressati in ben altro modo per “rientrare”. 

Ma a 15 giorni da quell’incontro a tre che di fatto aveva riaperto la trattativa, sembra che l’unico gesto di buona volontà sia venuto da parte dell’avvocato Pierluigi Pennetta, che assiste il Cus. Infatti è stato chiesto al Tar il rinvio dell’udienza già fissata per oggi sul ricorso per l’annullamento della delibera UdA che sospendeva convenzione con il Cus e relativo pagamento delle rate di mutuo. Da quello che filtra dai vertici dell’Università, la tecnica sembra quella dello “stop and go” o viceversa, che è poi lo stile della nuova gestione dell’UdA, come ha certificato la vicenda del salario accessorio per i dipendenti. Prima si accelera sulla contrapposizione, poi ci si accorda al ribasso. Infatti, come dichiara l’avvocato Pennetta, «ho contattato telefonicamente un paio di volte gli avvocati della d’Annunzio per sollecitare un incontro, ma la risposta è stata di preparare una proposta economica sulle richieste inoltrate dal Cus e poi di vederci. Ma non era questo il senso dell’accordo scaturito dall’incontro di 15 giorni fa. I soldi sono importanti, ci mancherebbe, ma ci sono anche tutto il rapporto in essere con la Convenzione, la transazione a suo tempo sottoscritta e la fidejussione con la Bper. Sono tutti problemi sollevati dall’UdA e non dal Cus e che ora non possono essere ridotti al conto della spesa».
La conferma di questo approccio riduttivo e solo economico viene proprio dai vertici UdA che ribadiscono come l’università attende proposte «di soldi in cambio di servizi reali». Quanto al resto, «il Cus ha perso l’occasione del tavolo tecnico a suo tempo proposto per il rendiconto presentato e quindi ora non può lamentarsi».
Forse non è proprio così, visto che su quel tavolo tecnico e sulle decisioni che hanno bloccato il rendiconto e poi sospeso la convenzione ci sono ricorsi al Tar ed alla Procura della Repubblica. A meno che l’università non faccia affidamento sui tempi lunghi della giustizia per fiaccare la resistenza del Cus ormai allo stremo e che sta assicurando i servizi agli studenti senza pagare gli stipendi ai suoi dipendenti.
Sebastiano Calella