AMBIENTE E VELENI

Mancata bonifica del Sir di Chieti: il M5s protesta davanti al Comune

Flash mob con caschi per contestare lo scaricabarile

Redazione PdN

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Sara Marcozzi

Sara Marcozzi




CHIETI. Un flash mob del Movimento 5 Stelle di Chieti è stato organizzato questa mattina dinanzi alla sede del Comune di Chieti. Gli aderenti al movimento, indossando caschetti normalmente utilizzati nei cantieri edili o nei traslochi, hanno così voluto manifestare contro presunti ritardi del Comune nella caratterizzazione e dunque di bonifica del Sir, il Sito di interesse regionale di Chieti Scalo, un'area che si estende per circa 30 chilometri quadrati.
«A distanza di quasi quattro anni dalla istituzione del Sir, il Comune è immobile e pare anche la Regione sembra essere immobile, non c'è coordinamento tra Regione e Comune e tra gli uffici stessi», ha detto la portavoce del Movimento teatino, Sara Marcozzi.
 La provocazione era questa: 'poiché c'è mancanza di comunicazione tra gli uffici, i faldoni e i documenti che dovete trasferire da un ufficio all'altro ve li portiamo e come vedete siamo tutti con i caschetti da trasloco.

«Una provocazione che però non è stata colta - ha aggiunto la Marcozzi - il Comune ci ha risposto che non mancano le comunicazioni, che il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare e che la responsabilità del mancato inizio della caratterizzazione sarebbe della Regione. In realtà abbiamo chiesto anche alla Regione ai dirigenti regionali che ci hanno risposto con una mail che i ritardi sono dovuti soltanto al Comune».
 Marcozzi ha poi chiarito che il Sir di Chieti Scalo è un' ampia zona e non piccole zone che possono essere bonificate singolarmente: «Dal Piano regionale e da quello che ci dicono i dirigenti la bonifica va fatta sull'intero sito per cui non si può stralciare alcun sito e bonificarlo da solo ma deve essere fatta una cosa coordinata e programmata. Per questa ragione c'è un ritardo - ha sottolineato la portavoce del Movimento - perché deve essere fatta una programmazione complessiva di tutto il sito, per cui prima della programmazione, prima della caratterizzazione e quindi dell'analisi per vedere effettivamente cosa deve essere fatto e bonificato, tutte queste cose devono essere fatte prima, per esempio, di costruire qualsiasi qualcosa e di utilizzare quei terreni per qualunque altra destinazione».
Ieri infatti l’assessore all’ambiente e il dirigente competente del Comune di Chieti avevano risposto che «per quanto concerne invece l’elenco dei siti e dei relativi proprietari, l’ufficio ha provveduto autonomamente all’individuazione dei titolari mediante accesso telematico al catasto (circa 1.600 particelle con relativi titolari). L’elenco dei siti produttivi ricadenti all’interno del SIR comprensivo dei titolari e con ogni necessaria informazione utile alla Regione Abruzzo per ogni attività consequenziale di competenza,  è stato trasmesso alla stessa  da circa un anno. E’ competenza della Regione l’emanazione delle relative notifiche ai singoli titolari produttivi per l’avvio dei processi inerenti i piani di caratterizzazione da parte loro. Allo stato, per quanto ci è dato conoscere, la Regione sta per provvedere  nel merito».
Secondo il M5s però la competenza piena è del Comune i lquale avrebbe anche omesso determinati passaggi previsti dalla legge il che potrebbe anche inficiare la procedura di individuazione dei terreni e dunque dei soggetti poi obbligati alla bonifica.