RIFIUTI

Cirsu, Di Matteo: «Il risanamento è una realtà: stiamo raggiungendo tutti gli obiettivi»

Speranze di riassorbimento anche per gli ex lavoratori ex Sogesa

Redazione PdN

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ANGELO DI MATTEO

Angelo Di Matteo




TERAMO. È stato presentato ieri mattina nella Sala Giunta della Provincia di Teramo l’aggiornamento sulle attività e sull’attuazione del piano di risanamento aziendale di Cirsu SpA che il consiglio di amministrazione e i sindaci dei Comuni Soci hanno avviato nel corso degli ultimi tre anni.
Si tratta di un lavoro «complesso inserito in un contesto di scala provinciale e regionale a forte criticità», hanno detto oggi i componenti del Cda, ricordando la deliberazione della Giunta regionale del 2 gennaio scorso che autorizza, per un ulteriore anno, il conferimento dei rifiuti urbani in impianti ubicati al di fuori degli ambiti provinciali di riferimento.
Il Cirsu ha avviato nei mesi scorsi un piano industriale e un piano di ristrutturazione del debito che ha trovato consenso da parte di tutti i creditori, che nulla hanno obiettato nei termini stabiliti dalla disciplina fallimentare.
«Il percorso, pertanto», ha detto l’attuale presidente, Angelo Di Matteo, «è stato doppiamente credibile e restituisce protagonismo alla gestione pubblica degli impianti di trattamento e recupero dei rifiuti, con indubbie ricadute in termini sociali ed occupazionali».
A conclusione delle gare ad evidenza pubblica e di livello europeo, Cirsu SpA ha sottoscritto i relativi contratti di gestione con l’aggiudicatario e, in linea con la riorganizzazione del settore avviata dalla Regione per la definizione dell’ATO unico regionale, ha avviato la fase di ricognizione propedeutica al revamping dell’impianto, destinatario di una parte importante dei circa 2,3 milioni di euro della programmazione Par Fas.
Il percorso è stato suggellato dalle deliberazioni dei consigli comunali di tutti i Comuni Soci che, tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, «hanno dato sostegno ed esempio di come le scelte politiche volte alla tutela degli interessi generali uniscono e non dividono il territorio».

«LO SVERSAMENTO NON C’ENTRA CON LA RIPRESA DELLE ATTIVITA’»
«Sulla vicenda della commistione delle acque bianche con il percolato della vecchia discarica», precisa poi Di Matteo spostando il discorso su recenti fatti di cronaca, «Cirsu SpA precisa che l’incidente, che ha visto lo sversamento di acque potenzialmente contaminate nel fiume Tordino, non ha alcuna connessione con la ripresa delle attività nel polo impiantistico, ma va ricondotto, a seguito delle approfondite indagini condotte, a quanto purtroppo già accaduto in passato (periodo agosto 2005-gennaio 2006) durante la gestione Sogesa SpA. A questa vicenda, di certo grave e incresciosa, Cirsu SpA ha posto rimedio in maniera tempestiva, attuando le dovute misure di prevenzione. A garanzia dell’operato e al fine di scongiurare definitivamente il ripetersi di analoghe circostanze, l’attuale Consiglio di Amministrazione ha avviato una campagna ricognitiva sull’intera rete di raccolta e drenaggio delle acque, realizzata nel tempo da soggetti diversi senza essere mai stata aggiornata».

«COLLABORAZIONE CON GLI INQUIRENTI»
Di Matteo ha fato poi sapere che il Cirsu sta inoltre collaborando con la Polizia Giudiziaria e l’Autorità Giudiziaria, «mantenendo sotto costante monitoraggio la situazione al fine di impedire ogni ulteriore incidente, garantendo i più alti standard di tutela ambientale».
All’esito dell’ispezione disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, eseguita il 29 gennaio scorso dal Corpo Forestale dello Stato con il supporto tecnico dell’Arta Teramo, è stato riscontrato che nell’impianto Cirsu SpA non è avvenuto alcuno smaltimento in discarica, mentre rifiuti urbani provenienti dal Teramano e dall’Aquilano sono stati trattatati con un impianto mobile.
Sulla riapertura e sul recupero dei volumi ancora disponibili nella vecchia discarica, sulla scorta dei pareri acquisiti dalla Provincia di Teramo, dall’Arta, dalla ASL e dal Comune di Notaresco, il 12 febbraio scorso la Regione Abruzzo ha rinnovato l’autorizzazione che per gli inizi di marzo consentirà, previa verifica delle prescrizioni disposte da parte degli organi di controllo, la ripresa degli abbancamenti dei rifiuti urbani indifferenziati trattati e non più recuperabili.

«IMPEGNO PER I LAVORATORI EX SOGESA»
«Pur trovando “singolare” l’apprezzamento manifestato dalle rappresentanze sindacali aziendali sulla proposta formulata da AIA SpA (socio privato di Sogesa SpA)», ha detto Di Matteo, «nei fatti non rispettosa dei dettati di legge e non soddisfacente in termini economici e finanziari, Cirsu SpA ha infatti assunto davanti al Prefetto di Teramo un preciso impegno per il riassorbimento programmato di almeno il 70% dei dipendenti in precedenza impiegati.
A tal proposito, Cirsu SpA trova ancor più singolare l’atteggiamento delle rappresentanze sindacali provinciali che, molto probabilmente non sufficientemente informate, hanno ritenuto di sostenere strade avventurose e dall’esito del tutto incerto, atteggiamento che, in un momento così delicato, rischia di alimentare ancor di più il malessere sociale».
«Il Consiglio di Amministrazione e i Comuni soci erano, e sono, consapevoli», ha concluso Di Matteo, «del fatto che la ripresa delle attività da parte di Cirsu SpA avrebbe condotto ad un riequilibrio del sistema di gestione dei rifiuti in ambito regionale: un sistema che, anche per responsabilità della compagine Cirsu-Sogesa, da oltre 4 anni vede l’intero teramano conferire fuori provincia, se non fuori regione, rafforzando le realtà private a danno di quelle pubbliche. Cirsu SpA sta tornando gradualmente a svolgere il proprio ruolo e il riavvio progressivo delle attività rappresenta lo strumento di maggior garanzia per dare risposte adeguate ad un contesto sociale e territoriale purtroppo da tempo martoriato».