LA SENTENZA INTEGRALE

Caso Arca, Renzetti colpevole ma la Corte dei Conti non salva nemmeno i suoi successori

Storia infinita: si apre un giudizio connesso?

Redazione PdN

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ARCA


SPOLTORE. Sulla vicenda Arca responsabili l’ex sindaco Donato Renzetti, ma come lui anche chi ha guidato il Comune fino al 2011, gli assessori competenti nel settore, nonché degli amministratori e dirigenti tecnici presso i cui uffici il progetto Arca è rimasto bloccato per anni.
E’ questa la decisione dei giudici della Corte dei Conti che hanno condannato nelle scorse settimane l’ex sindaco al pagamento di 20 mila euro. Questa attribuzione di responsabilità, a ben leggere quanto scritto dai giudici, non si è evidentemente esaurita con la sentenza che chiama in causa (senza poterli ancora condannare) anche altri soggetti per ora non coinvolti in alcun procedimento connesso.
La procura regionale aveva chiesto che Renzetti venisse condannato al versamento di 200 mila euro come risarcimento danni per la mancata realizzazione delle opere comprese nel piano particolareggiato a carico della Arca spa.
L’opera che non c’è è un campo sportivo del valore di 800milioni di lire (400mila euro) con gradinate per 5mila persone e spogliatoi. L’opera però è stata realizzata allo 0,5%.
In realtà proprio per questo la stessa procura aveva calcolato proprio in 400mila euro il danno complessivo poi però stralciati gli altri imputati si contestava al solo Renzetti il danno per 200mila euro. Di fatto non c'erano responsabili per i restanti 200mila euro. Oggi però dopo la lettura della sentenza si intuisce dove poter ricercare le residue responsabilità erariali.
Secondo i giudici la responsabilità di Renzetti discenderebbe dal «mancato esercizio dei doveri in capo all’amministrazione comunale» al quale riconoscono «una posizione di protagonista nella vicenda urbanistica avendo presieduto il Consiglio comunale». I giudici prendono atto che l'approvazione del progetto definitivo del campo di calcio presupponeva l'istruttoria degli uffici tecnici ma rilevano che «l'esistenza di un raccordo tra indirizzo politico e amministrativo e l'attuazione del medesimo non può essere messo in dubbio, risultando lo strumento necessario per la verifica e il monitoraggio delle scelte politiche cui l'apparato tecno burocratico deve dare efficace ed efficiente seguito».

«ERA FACILE VIGILARE»
Per i giudici è di «rilevante spessore» il fatto che il Comune di Spoltore sia annoverabile tra gli enti di piccole medie dimensioni (circa 18.000 abitanti) per cui «l'attività di vigilanza dell'ex sindaco si presentava di evidente semplicità». Nella sentenza viene citato l'articolo 50 del Tuel e si ricorda che «al primo cittadino spetta impartire direttive e dare fattivo impulso per la corretta esecuzione degli atti». Per questo Renzetti «si sarebbe dovuto interessare dello stallo che si era indubbiamente verificato dopo la presentazione del progetto dell'Arca».
Si sottolineano anche la rilevanza dell'opera e «i benefici che la collettività avrebbe potuto trarre dalla sua realizzazione».
«L'inerzia del sindaco», vanno avanti i giudici, «configura il requisito della colpa grave e dalla delicatezza e la rilevanza degli interessi finanziari coinvolti nella vicenda ancor di più se riferiti alla piccola comunità».

IL DANNO CRESCE ANCHE DOPO RENZETTI
Il collegio giudicante conferma, però, che il danno è continuato a crescere anche dopo la giunta Renzetti (terminato a maggio 2007), e almeno fino al 2011 quando la convenzione è scaduta. Infatti anche alla successiva giunta la Corte dei Conti attribuisce «l'ulteriore ritardo nell'esecuzione dei lavori di realizzazione del campo sportivo».

RENZETTI PRONTO AL RICORSO
Per questo motivo il collegio ha ritenuto equo per Renzetti la condanna al risarcimento di 20.000 euro nei confronti del Comune. L’ex primo cittadino annuncia che presenterà ricorso ed è convinto che riuscirà a dimostrare la totale infondatezza dei fatti contestati e come «i tempi lunghi per l’ approvazione del progetto del campo di calcio siano stati determinati dalla volontà espressa dalla Giunta Comunale di reperire ulteriori fondi per realizzare un impianto più completo di quello previsto in convenzione e di meglio poter concorrere alla assegnazione alla nostra città della sede del villaggio dei Giochi del Mediterraneo Pescara 2009.C è abbastanza documentazione in questa direzione».
Renzetti sottolinea anche «una diretta responsabilità dei funzionari promotori dell’esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti per non aver verificato, prima della scadenza della convenzione, con il responsabile del procedimento l’ attivazione della polizza fideiussoria presentata dall’ Arca. La verifica avrebbe evidenziato la nullità della polizza e la conseguente inevitabile diffida alla ditta a presentare una nuova e efficace polizza. Questa fase chiaramente poteva essere attivata solo dopo l’approvazione del progetto e quindi dopo la scadenza del mio mandato».
«Non si può inoltre non notare», ragiona ancora Renzetti, « come al danno derivato al Comune si debba aggiungere quello causato alla ditta da alcune iniziative che hanno determinato il blocco dell’ attività realizzativa. Infine non posso non rammaricarmi per l’inerzia e le lungaggini con cui l’attuale amministrazione ritarda nel dare risposta alla società Arca che in più occasioni ha presentato istanza per rinnovare la convenzione con tutte le garanzie per la realizzazione delle opere dovute al Comune. Auspico una rapida e corretta conclusione della vicenda».

Alessandra Lotti

CORTE DEI CONTI ABRUZZO: CONDANNA DONATO RENZETTI CASO ARCA by PrimaDaNoi.it