IL FATTO

Teramo, chiude il parcheggio dell'ospedale: contenzioso tra gestore e Asl

Tariffa raddoppiata, ma l’azienda sanitaria ha detto no

Redazione PdN

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TERAMO. Da domani i cancelli del parcheggio dell’ospedale Mazzini di Teramo resteranno chiusi.
Sarà sicuramente caos per i pazienti e i dipendenti del nosocomio che non avranno più a disposizione la sosta multipiano. Il rapporto tra gestore e Asl era teso da tempo e adesso si è arrivati alla rottura.
Nella giornata di ieri la società gestore dell’impianto ha spedito una nota via fax (datata 10 febbraio) con la quale annuncia la chiusura.
Il parcheggio multipiano è stato inaugurato a dicembre del 2011: l'opera è costata 12 milioni di euro ed è stata realizzata, con il project financing dalla Parking Piazza Italia Spa, composta dal Gruppo Della Loggia, Italprefabbricati e Teknoelettronica.
All'origine del contenzioso la lievitazione dei costi della struttura, la somma elevata che serve per chiudere i lavori e completare l'opera, e l’aumento della tariffa che passerebbe dagli attuali 75 centesimi l'ora a 1,40 più iva.
Ma l’Asl ha detto no.

RITARDI E TERMINI SCADUTI
Il contratto iniziale prevedeva la consegna “chiavi in mano” della struttura funzionante, con gestione da parte della stessa Ati che aveva ipotizzato ricavi tali da remunerare il proprio investimento attraverso la gestione trentennale del parcheggio e dei servizi annessi.
Il tempo contrattuale per ultimare i lavori era di due anni e la consegna dei lavori era prevista il 15 settembre del 2010.
A seguito di ritardi ed interruzione dell’esecuzione delle opere nel febbraio del 2010 si è giunti ad una rinegoziazione del termine per l’ultimazione delle opere, spostato ad aprile 2012.
A dicembre 2011 il parcheggio è stato aperto solo parzialmente.
«La Parking Piazza Italia s.p.a. dalla data di apertura parziale ha nuovamente interrotto i lavori e nonostante le ripetute sollecitazioni, i lavori non sono più proseguiti», denuncia oggi la Asl.
A quel punto l’azienda sanitaria ha deciso di avvalersi della clausola risolutiva, prevista nel contratto, dichiarando risolta la concessione e successivamente nel luglio 2013 ha intimato la restituzione delle aree.

RIPROVIAMOCI…
Ma la Parking Piazza Italia s.p.a., dopo mutamenti della compagine societaria al proprio interno, ha chiesto alla Asl di cercare una eventuale soluzione conciliativa della vicenda.
Dopo diversi incontri, a dicembre 2013 la società ha messo sul piatto le richieste: incremento della concessione per cinque anni ulteriori rispetto ai 30 di contratto, immediata chiusura dei parcheggi a raso, raddoppio del costo orario del parcheggio (da € 0,70 a € 1,40); riduzione dei posti riservati ai dipendenti; incremento (non definito) dei ricavi delle locazioni o affitto alla Asl della (ancora irrealizzata) sala conferenze per 365 giorni all’anno per un canone di 120.000 euro + Iva l’anno.
E poi ancora affitto di 6 camere della foresteria (ancora irrealizzata) (65.000 + Iva all’anno) o spostamento del bar all’interno dell’ospedale Mazzini nei locali (ancora non realizzati) con conseguenziale spostamento del corrispettivo attualmente versato alla Asl (circa 160.000 euro) a favore della Parking Piazza Italia S.p.a.
Ma la Asl ha detto no: «si configurava in questo modo», spiega il manager Paolo Rolleri, «un incremento dei costi di gestione, ovvero mancati ricavi per complessivi 400.000 euro circa a favore dell’impresa, oltre all’aggravio di costi per l’utenza che si vedrebbe da una parte raddoppiare i costi orari e, dall’altra aumentare sin da subito i disagi connessi alla riduzione degli spazi di libera sosta, condizione questa contrattualmente prevista solo ad ultimazione dell’opera nel suo insieme».

LA SOCIETA’: «NON E’ UN CAPRICCIO»
«Il contratto si è definitivamente risolto e dunque costituisce obbligo di Parking Piazza Italia spa, e non sua minaccia, interrompere il servizio», spiega Gianni Tanzi, presidente del cda della società. «La proposta formulata da Parking Piazza Italia spa, non è frutto di una sua determinazione unilaterale ma costituisce il risultato di lunghe e complesse trattative intercorse tra le parti, nella quale vengono recepite in larga parte le proposte ipotizzate dalla ASL».
Tanzi spiega anche che la richiesta di chiusura immediata dei parcheggi liberi nell’area circostante l’Ospedale “proporzionalmente alla struttura aperta e resa fruibile all’utenza” «non è frutto di un capriccio e meno che mai viola i patti contrattuali, atteso che, se è vero, come dichiarato dal Direttore Generale, che la chiusura dei predetti parcheggi era prevista solo al termine dell’esecuzione dei lavori, non essendo contrattualmente prevista un’attivazione parziale del parcheggio, appare corretto, logico ed equo che, a fronte di un’anticipata apertura della struttura, si procedesse ad una riduzione dei parcheggi in misura proporzionale a quelli attivati».