L'INCHIESTA

Sicurezza: edifici non a norma. Caos a Chieti e sindaco denunciato

Di Primio: «norme applicate rigidamente ma ho speso 4 mln per le scuole»

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Sicurezza: edifici non a norma. Caos a Chieti e sindaco denunciato

Umberto Di Primio






CHIETI. Bufera giudiziaria sul sindaco di Chieti, raggiunto da almeno tre avvisi di garanzia per le inadempienze rilevate dai Vigili del Fuoco di Chieti sui certificati antincendio per alcune scuole e per la sicurezza dello Stadio Angelini.
«Mi sembra che siano tre, in realtà è difficile tenere il conto su questo tipo di denunce – spiega il primo cittadino Umberto Di Primio – un paio di precedenti avvisi si sono conclusi una con l’archiviazione, l’altra con un decreto penale di condanna al quale mi sono opposto e che si discuterà a fine aprile».
 E’ accaduto che i Vigili del Fuoco, applicando la normativa esistente ed obbligati dal loro ruolo, hanno effettuato una serie di controlli e di verifiche su tutti gli uffici pubblici e non solo su quelli comunali.
Il risultato è che in pratica la maggior parte di questi edifici non risulterebbero a norma, sia per vecchi problemi che si trascinano dal momento della loro costruzione, sia per le modifiche sempre più stringenti della normativa antincendio – che cambia di continuo - che i Vigili del Fuoco sono chiamati a far rispettare, sia per alcune contestazioni di irregolarità anche minime che sono di ostacolo al rilascio dei permessi.
Questo potrebbe mettere a rischio chiusura anche altri uffici (come l’Inail e l’Archivio di Stato) per i quali scatta la prescrizione senza che ai rispettivi direttori siano erogati i fondi per la messa a norma.
Si potrebbe ipotizzare anche la chiusura di queste strutture da parte dei rispettivi direttori che non hanno le risorse per applicare le nuove regole antincendio e per la sicurezza. 

Secondo il sindaco «molte contestazioni possono sorgere dall’applicazione pedissequa delle norme. Faccio un esempio: se mi contestano che è carente l’illuminazione del percorso di fuga (per capirci il simbolo dell’omino che scappa), intanto rispondo che allo stadio non ci sono le partite in notturna, quando questo segnale serve. Poi inizio subito i lavori. Però mi becco lo stesso la denuncia. Quando mi ascolterà il pm chiederò la scriminante dei lavori subito eseguiti».
 Sempre sullo stadio, c’è la contestazione per un pilastro non a norma: «Secondo le prescrizioni che mi sono arrivate, per mettere in regola l’Angelini, dovrei arretrare di 6 metri il muro di cinta. Costo: 200 mila euro, che non spenderò mai, anche perché non li ho – continua Di Primio – mi difenderò dicendo che certe regole valgono per stadi con capienza da 10 mila spettatori in su, tant’è vero che per ovviare anche ad altre prescrizioni io ho ridotto la capienza a 4.999 posti, il che mi permette di non avere i tornelli altrimenti obbligatori. Anche in questo caso l’applicazione della legge al pilastro mi pare un pò troppo rigida».
 Sulle scuole cosa viene contestato?
«Nessun pericolo imminente, altrimenti avrei già chiuso tutto. Basti pensare che mia figlia frequenta una di queste scuole e sarei proprio uno sconsiderato se non mi attivassi per la sicurezza – conclude Di Primio – alla scuola di Tricalle hanno contestato che all’apertura della porta antipanico c’era un dislivello di 5 cm con il massetto. Il giorno dopo gli operai del Comune hanno provveduto ad innalzare il livello del cemento. Ma mi trovo l’avviso di garanzia. Per essere chiari, ritengo che le norme vadano rispettate, ma c’è modo e modo di applicarle. Basterebbe un dialogo costruttivo tra Enti e concedere tempo e fondi per gli adeguamenti. Io ho speso 4 mln di euro per le scuole ed ora mi ritrovo indagato? Suvvia…»

Sebastiano Calella