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Tares Pescara, ancora file e proteste. Giovedì commercianti in Comune

Confronto con l’assessore ai tributi

Redazione PdN

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Tares Pescara, ancora file e proteste. Giovedì commercianti in Comune

L'assessore Filippello

 



PESCARA. Si terrà giovedì prossimo in Comune (ore 15) una assemblea pubblica tra i commercianti che hanno aderito al gruppo ‘No-Tares ‘e l’assessore ai Tributi.
Chi ha un’attività è sul piede di guerra perché si è visto recapitare bollette esorbitanti, superiori anche del 500% rispetto alla vecchia Tarsu.
A Pescara le tariffe più elevate sono quelle dei ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub (31 euro al metro quadrato). Seguono bar, caffè e pasticcerie con 22,4 euro al metro quadro; negozi di ortofrutta, pescherie, pizza al taglio e fiorai con 20 euro al metro quadro.
Su Facebook è nato anche il gruppo ‘No-Tares’ (chi entra non può riportare all’esterno i contenuti) al quale hanno aderito decine di commercianti che chiedono risposte chiara dalla politica e organizzano la mobilitazione. La disperazione è l’esasperazione è tangibile per chi, oltre alla crisi dei consumi, deve fare anche i conti con continui pagamenti di tasse. Lasciare le saracinesche aperte diventa quasi un miracolo.
Il gruppo che ha come slogan «Tasse? Prima di pagare ho famiglie da sfamare» prende le distanze dai partiti politici o dai movimenti e avvertono: «noi non vogliamo farci strumentalizzare né dai neofiti della politica (il riferimento è al M5S, nda), né dai sindacati di categoria».

GLI ERRORI E LE FILE
E se per i commercianti il vero problema è la tariffa schizzata a livelli inimmaginabili, per le utenze domestiche il nodo da sciogliere era e resta legato ai bollettini errati recapitata a casa.
Le file davanti agli uffici comunali continuano e non c’è ancora una stima esatta di quanti siano stati gli errori. Si parla di circa 2-3 mila bollettini sbagliati.
Così è accaduto che contribuenti iscritti come unico occupante dell’immobile, si sono visti recapitare l’avviso di pagamento per un nucleo familiare di 4 persone, oppure immobili registrati come privi di gas, acqua, esclusi dalla tassazione ai fini TARSU fino al 2012, si sono visti recapitare l’avviso di pagamento a tassazione piena. L’utenza non domestica, qualificata come ufficio, è stata considerata per alcuni come utenza domestica, questa volta a vantaggio del contribuente. Per non parlare poi dei bollettini arrivati ai cittadini deceduti.

Il segretario Cisl Pescara, Umberto Coccia, domanda chi risarcirà tutti coloro che da settimane sono in fila al freddo per difendersi dagli “errori” dell’amministrazione comunale.
«A tutti quei concittadini già alle prese con il lavoro che non c’è, con i mutui e le bollette da pagare, con l’assillo di arrivare a fine mese, vessati anche da una ipertassazione locale destituita da ogni fondamento di correttezza amministrativa, cosa hanno da dire gli amministratori della nostra sfortunata città’? Noi accogliamo, ascoltiamo e compatiamo questi lavoratori e pensionati indignati-rassegnati-amareggiati-frustrati ma non possiamo aiutarli perché non abbiamo il programma né l’autorizzazione ministeriale per tale servizio ma pur volendo superare questi ostacoli, non potremmo entrare negli archivi comunali per modificare i dati anagrafici, quindi sarebbe un lavoro inutile».