AMBIENTE

Montesilvano, che rischio corre la città con la rottura dell’argine del Saline?

La domanda di Di Sante (Rc Verdi) girata a sindaco e autorità competenti

Redazione PdN

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Montesilvano, che rischio corre la città con la rottura dell’argine del Saline?

Fiume Saline




MONTESILVANO. Cosa potrebbe accadere a Montesilvano a seguito del cedimento dell’argine del fiume Saline.
C’è anche questa domanda nella lettera che questa mattina Corrado Di Sante (Rc- Verdi) ha inviato al sindaco del Comune di Montesilvano Attilio Di Mattia, al commissario ad acta per l’ex discarica Villa Carmine Domenico Orlando, all’assessore provinciale per il Servizio Genio Civile Mario Lattanzio, al Servizio Genio Civile della Provincia di Pescara e per conoscenza al prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono per mettere al corrente le autorità competenti della «grave situazione» in cui versano due tratti sensibili del fiume Saline.
L’alluvione che ha colpito la regione e la conseguente apertura della diga di Penne nei giorni 2 e 3 dicembre 2013, hanno comportato l’esondazione del Saline, messo a dura prova gli argini del fiume ed evidenziato tutte le fragilità del fiume, che versa in uno stato annoso di abbandono, sempre più assediato dall’urbanizzazione selvaggia.
In seguito all’ondata di piena un tratto di oltre 10 metri della strada lungofiume sottostante l’ex discarica di rifiuti urbani di Villa Carmine a Montesilvano è sprofondato nell’alveo del fiume. L’ex discarica ha fatto da argine, contenendo un’enorme massa di acqua. Inoltre per oltre 25 metri, metà dell’argine del fiume nella zona retrostante il complesso Palacongressi/Portoallegro è crollato. La potenza dell’acqua ha scalzato enormi massi e stracciato la copertura del terrapieno.

«Cosa sarebbe accaduto o potrebbe accadere a Montesilvano con un cedimento dell’argine del fiume Saline?», chiede Di Sante alle autorità competenti. Di Sante richiama alla memoria le immagini dei giorni scorsi dell’alluvione nel modenese, a seguito della rottura di un solo tratto dell’ argine del fiume Secchia.
O ancora quanto accaduto nel 2010 con l’alluvione del Bacchiglione a Vicenza, città completamente allagata a causa della rottura di un terrapieno. «Gli argini sono importanti ma possono dare una falsa rappresentazione della sicurezza di un luogo», continua Di Sante. «In caso di cedimento l’acqua arriva in pochi minuti creando gravi situazioni per la pubblica incolumità».
L’esponente di Rc ricorda che da oltre un decennio, dall'ONU e dalla Commissione Europea sono pervenute precise indicazioni in merito ai cambiamenti climatici in corso e quanto sta accadendo, ovvero il ripetersi di eventi estremi, era ampiamente previsto. Per questo “in movimento per i beni comuni, Rifondazione Comunista – Verdi” chiede urgentemente che le autorità competenti si adoperino per la verifica della tenuta statica della ex discarica di RSU di Villa Carmine di Montesilvano; per la verifica delle interazioni intercorse tra l’innalzamento della falda freatica e il percolato visto che la discarica non è impermeabilizzata alla base, e il rischio che ne deriva per la saluta umana e ambientale; per la messa in sicurezza della discarica onde evitare quanto accaduto nel mese di dicembre alla discarica Coste Lanciano di Roseto dove il Tordino ha eroso gli argini e la discarica stessa portando i rifiuti in mare; per la verifica e il ripristino dell’argine in foce all’altezza del complesso Palacongressi/Portoallegro.