L'INCHIESTA

UdA, al capolinea le inchieste su dg e mutuo

Forse nulli i due atti: perfetto “harakiri” dell’università

Redazione PdN

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UdA, al capolinea le inchieste su dg e mutuo

Il rettore Di Ilio




CHIETI. Il primo step dell’inchiesta sulla d’Annunzio, cioè la parte che riguarda l’incarico al nuovo dg, è concluso e nei prossimi giorni la GdF di Chieti consegnerà la sua relazione al pm Marika Ponziani.
L’attuale contratto di lavoro di Filippo Del Vecchio è stato sottoposto ad una vera e propria Tac e la diagnosi sarà messa a disposizione del pm che deciderà o una terapia d’urto o una di mantenimento.
Però questo è solo uno dei filoni dell’indagine complessiva: a seguire infatti saranno “radiografati” il mutuo e la fidejussione milionaria UdA-Cus, gli appalti ed il bilancio, la Fondazione.
Ed il secondo step sarà proprio il mutuo. Le ipotesi di reato su cui la GdF lavora in tutta l’inchiesta sono abuso d’ufficio, peculato, truffa e falso, quest’ultimo nelle sue varie declinazioni, da quello ideologico a quello per induzione.
In sostanza le indagini sul contratto del dg e sul mutuo consentono di applicare le direttive nazionali sull’uso dei soldi pubblici, che sono quelle di verificare se nel percorso dall’erogazione alla spesa sono state rispettate le regole di trasparenza o se - per mancato controllo o per qualche connivenza e/o per superficialità - non c’è stata la diligenza del “buon padre di famiglia”.

IL CONTRATTO DEL DG RISCHIA DI SALTARE
In realtà il contratto del direttore generale è stato molto chiacchierato fin dalla prima stesura firmata Cuccurullo, a causa della certificazione presentata da Del Vecchio sull’inesistenza di sue “criticità” giudiziarie. Secondo alcuni quel certificato sarebbe stato insufficiente o comunque reticente, viste le notizie sulle vicende giudiziarie dell’Università dell’Aquila che hanno poi portato all’avviso di garanzia ed al giudizio a suo carico come dg di quell’Ateneo.
Ma in questo caso la Procura di Chieti non ha trovato irregolarità da sanzionare in qualche modo. Però il problema dei “carichi pendenti” è tornato d’attualità con il secondo contratto firmato Di Ilio. Stessa contestazione anche qui sulla mancata certificazione del casellario, insieme alle critiche sull’iter di approvazione del “nuovo contratto” – come da delibera del CdA - che forse doveva essere gestito in altro modo.
In effetti, nel testo del contratto attuale – che non è un rinnovo - manca del tutto l’articolo 2 sui requisiti “giudiziali” ed è cambiata la premialità sul compenso, passata dal 10 al 20%.
Inoltre la durata è più lunga (tre anni) e la firma è addirittura anticipata rispetto alla scadenza naturale del primo periodo da otto mesi. Il che chiama in causa anche l’attuale CdA che lo ha approvato, pur in presenza degli sviluppi delle vicende penali del dg. Toccherà ora al pm rilevare se ci sono eventuali profili penali e a carico di chi. Resta il fatto che dal punto di vista amministrativo anche il “falso innocuo”, cioè una dichiarazione reticente o tardiva, potrebbe far venir meno il rapporto fiduciario su cui si basa il contratto UdA-dg.

MUTUO E FIDEJUSSIONE FORSE ANNULLABILI
Sul versante del mutuo e della fidejussione al Cus, in dirittura d’arrivo – oltre all’inchiesta – c’è la consulenza dei due avvocati che l’UdA ha incaricato per un’indagine interna sulla regolarità di quell’atto firmato nel 2011 e che entro fine mese consegneranno le loro conclusioni: la Bper preme infatti per riavere i 23 mln erogati.
Da quello che riesce a filtrare su questo argomento, quel contratto di mutuo sarebbe annullabile. Il che non cancella l’obbligo restitutorio nei confronti della banca, anche se ad onorare la fidejussione firmata dall’allora rettore vicario Carmine Di Ilio, su espressa delega di Franco Cuccurullo, potrebbero essere tutti quelli che l’hanno decisa e non più l’UdA.
In sostanza sembrerebbe che in ambito privatistico i “vizi” non incidono sulla validità dell’atto, a differenza del settore pubblico dove se qualche “vizio” c’era e magari è stato accertato dopo, il mutuo è annullabile e l’obbligo di restituire le somme percepite rimane in capo a chi in quel momento ha deciso e sottoscritto l’atto.
Non crede all’invalidità dell’operazione la banca, per la quale sono regolari transazione Cus-UdA, cessione di credito, mutuo e fidejussione, svolti con pieni poteri da parte dell’UdA.
Semmai qualche conflitto di interesse ci sarebbe per l’attuale rettore che ora contesta il mutuo, ma che all’epoca lo aveva firmato.
Se - come sembra – la GdF dovesse trovare irregolarità formali da sottoporre al pm, questo non sposterebbe di un millimetro l’obbligo di restituire i soldi.
Insomma un “harakiri” perfetto dell’UdA, che prima firma e poi si autodenuncia.

Sebastiano Calella