ACQUA E DEBITI

Aca, sindacati e amministratore unico a confronto

Lavoratori preoccupati per la questione del concordato preventivo

Redazione PdN

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PESCARA. Si è svolto ieri l'incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali Filctem-Cgil e Uiltec-Uil con l'amministratore unico di Aca Spa Vincenzo Di Baldassarre

L'incontro era stato richiesto subito dopo la nomina dell'amministratore unico, e prima ancora della richiesta, da parte dello stesso, del concordato preventivo. Una settimana fa il tribunale di Pescara ha accettato la richiesta della società e ha nominato il commercialista pescarese Guglielmo Lancasteri (ex presidente della Attiva) commissario giudiziale: sarà lui in questi mesi a dover vigilare sull’andamento della società sulla quale pesano 100 milioni di debiti (17 con le banche e oltre 50 con i fornitori).

Nella riunione, alla quale hanno partecipato anche delegazioni delle organizzazioni non presenti nella Rsu, come la Femca-Cisl e la Ugl, è stato espresso il disaccordo sulla scelta di chiedere il concordato preventivo e le preoccupazioni sui possibili esiti di tale scelta. I lavoratori hanno rivendicato il diritto ad un confronto, «da avviare in tempi rapidi», sulle questioni poste da tempo, e che riguardano le poste di bilancio, il piano industriale, il ruolo pubblico dell'ente, la garanzia dei livelli occupazionali.
Di Baldassarre ha ribadito le posizioni già espresse alla stampa nei giorni scorsi e ha tuttavia concordato, rivelano i sindacalisti, sulla necessità di recuperare un confronto tra le parti che nell'ultimo periodo era mancato.
Filctem-Cgil, Uiltec-Uil E Rsu hanno, peraltro, ribadito l'esigenza, già espressa dall'assemblea dei lavoratori svoltasi lo scorso 21 dicembre, di costituire un tavolo permanente con i soci proprietari dell'ente, che sono i sindaci dei comuni aderenti, e rispetto a questo l'amministratore unico si è impegnato a convocare una specifica riunione. Così come si è impegnato a riconvocare le parti a tre settimane circa per il prosieguo del confronto su proposte di merito rispetto agli argomenti proposti.
«Si apre, quindi, un periodo di confronto sicuramente positivo», commentano soddisfatti Domenico Ronca e Gianni Cordesco, «sul quale, però, il concordato preventivo pesa come un macigno e rappresenta la classica spada di Damocle sulla testa dei lavoratori. Prendiamo atto, infine, della dichiarazione dell'avvocato Di Baldassarre di voler mantenere il ruolo pubblico della gestione del servizio idrico integrato e di voler garantire gli attuali livelli occupazionali».