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Assistenza domiciliare, debiti del Comune di Pescara per 200 mila euro

La cooperativa Policy denuncia pagamenti arretrati

Redazione PdN

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Assistenza domiciliare, debiti del Comune di Pescara per 200 mila euro





PESCARA. Mercoledì prossimo si terrà un vertice in Comune con l’Ufficio Politiche sociali e l’Ufficio Ragioneria per capire perché gli operatori della Cooperativa Policy non abbiano ricevuto la corresponsione dei pagamenti inerenti il servizio di assistenza domiciliare.
«Si il problema sarà confermato», annuncia l’assessore Guido Cerolini, «andrà subito risolto perché i servizi vanno pagati, specie quando sono rivolti alle categorie più fragili della popolazione, come gli anziani. Ovviamente intendo andare sino in fondo alla questione dandone poi tempestiva comunicazione agli interessati».
Il servizio fa regolarmente parte del Piano locale e del Piano Sociale di Zona, ciò significa che c’è una regolare copertura finanziaria nel bilancio sociale che rende certo il pagamento di tali attività. Una copertura peraltro già confermata anche nel bilancio 2014 all’interno del pacchetto di 6milioni e mezzo di euro. Man mano che vengono emesse le fatture che attestano lo svolgimento delle prestazioni, l’Ufficio Politiche sociali provvede agli impegni di spesa trasmessi in ragioneria per le liquidazioni. «Certo, solitamente, specie nel 2013», spiega l’assessore, «a fronte della ritardata approvazione del bilancio, ratificato in Consiglio comunale solo lo scorso 23 dicembre, ci sono dei ritardi anche di 2 o 3 mesi, a maggior ragione quando il centro di costo deve ragionare per dodicesimi, tuttavia un ritardo di due o tre mesi non può certo tradursi in un debito di 200mila euro che, inevitabilmente, rischia di mettere in crisi una piccola azienda. A questo punto intendo andare sino in fondo alla questione che non può essere lasciata nel dimenticatoio perché la nostra maggioranza di governo ha fatto una chiara scelta politica investendo risorse ingenti sul sociale che oggi di fatto rappresenta la prima voce del bilancio. E certamente non è accettabile il rischio che a pagare il dazio per tali ritardi, sempre se confermati, siano gli assistiti, ossia anziani o diversamente abili. Ho già convocato per mercoledì prossimo un vertice mettendo attorno al Tavolo l’Ufficio Politiche sociali e l’Ufficio Ragioneria per capire dove e se si sia verificato l’eventuale corto circuito».